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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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EDITORIALE  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004


Minerva Anestesiologica 2004 April;70(4):137-43

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aims of Sedation/Analgesia

Burchardi H.

Department of Anaesthesiology, Emergency and Intensive Care Medicine, University Hospital, Goettingen, Germany


FULL TEXT  


Il concetto di analgo-sedazione nella medicina di terapia intensiva è considerevolmente mutato nel corso degli ultimi decenni. La sedazione profonda, che mantiene artificialmente i pazienti in stato di incoscienza, non è più necessaria, dal momento che posticipa lo svezzamento dalla ventilazione meccanica, è causa di complicanze e prolunga la durata della degenza presso l’unità di terapia intensiva. D’altra parte, indagini recenti hanno mostrato che i pazienti ricordano la propria degenza in terapia intensiva come un periodo stressante e doloroso. Questa constatazione indica che deve essere posta una maggiore attenzione al dolore percepito dal paziente e alla tempestiva somministrazione di agenti analgesici, in particolar modo prima delle procedure algogene.
Un certo grado di sedazione è reso necessario dal turbamento causato dall’ambiente dell’unità di terapia intensiva, dalla deprivazione di sonno, dal dolore e dal disagio correlati non solo alle patologie in atto, ma anche alle procedure assistenziali e terapeutiche di tipo invasivo. Tuttavia, il disagio dei pazienti può derivare anche da molte altre cause, come l’ipossiemia, l’ipotensione, lo scompenso cardiaco, il sovradosaggio o la sospensione acuta di farmaci, oppure semplicemente da una posizione scomoda assunta dal corpo. Queste cause, talvolta non sospettate, devono essere attentamente ricercate, al fine di trovare una soluzione efficace al problema.
Il delirium e altri problemi mentali sono frequenti nei pazienti in terapia intensiva. È necessario diagnosticarli con particolare attenzione e trattarli specificamente.
È necessario adattare attentamente i sedativi alle necessità individuali del paziente e alla situazione specifica. Le moderne metodiche di ventilazione meccanica consentono di utilizzare livelli di sedazione più bassi. È indispensabile ripetere a intervalli regolari la misurazione del livello di sedazione (ad esempio mediante il punteggio di Ramsay); l’utilizzo di un protocollo di sedazione sembra vantaggioso. Al fine di evitare un accidentale accumulo e sovradosaggio di farmaci, è raccomandabile mantenere il paziente a un livello di sedazione al quale è ancora possibile comunicare con lui. È stato dimostrato che una interruzione quotidiana della sedazione accorcia la durata della ventilazione meccanica e la durata della degenza presso l’unità di terapia intensiva.

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