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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  TERAPIA ANTALGICA


Minerva Anestesiologica 2004 Gennaio-Febbraio;70(1-2):83-9

lingua: Italiano, Inglese

Valutazione citopatologica dei cateteri epidurali per analgesia postoperatoria. Inquadra-mento fisiopatologico e clinico

Carrossino D. 1, Zappi L. 1, Gipponi M. 2, Bassetti C. 3, Maurelli A. 1, Mignone L. 1, Villani L. 1, Spina B. 4, Tami M. 5, Cecchini A. 5, Calandri P. G. 1

1 Anesthesia and Resuscitation Unit National Cancer Research Institute (IST) Genoa, Italy
2 Surgical Oncology Unit National Cancer Research Institute (IST) Genoa, Italy
3 Obstetric Anesthesia Unit Anesthesia and Resuscitation Service San Martino Hospital, Genoa, Italy
4 Anatomy and Cytopathology Unit National Cancer Research Institute (IST) Genoa, Italy
5 Anesthesia and Resuscitation Unit Villa Scassi, Genoa, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. Gli Autori hanno condotto uno studio prospettico in una serie di pazienti candidati a intervento chirurgico addominale maggiore in anestesia generale associata ad anestesia epidurale, per valutare se il catetere epidurale posizionato a scopo antalgico postoperatorio induce nel breve termine (7°-8° giornata postoperatoria) una risposta flogistica documentabile all’esame citopatologico.
Metodi. Nel periodo compreso tra aprile e settembre 2001, sono stati reclutati 20 pazienti consecutivi, candidati a intervento chirurgico addominale maggiore, in anestesia generale associata ad anestesia epidurale presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova e l’Ospedale Villa Scassi di Genova. Lo studio ha ottenuto l’approvazione del Comitato Etico dell’Istituto ed è stato ottenuto il consenso scritto dei pazienti. È stata adottata la tecnica standard per l’anestesia epidurale. In fase preoperatoria, è stata sempre somministrata una dose test peridurale di 3 ml di lidocaina al 2% (60 mg) seguita da 5 ml di ropivacaina al 0,75%, seguita da un’infusione intraoperatoria di ropivacaina al 0,375% (5-10 ml/ora; dose massima = 20 ml). Per quanto riguarda la gestione della terapia antalgica postoperatoria, in tutti i casi è stata somministrata in infusione continua ropivacaina al 0,2% per circa 48-72 ore con boli supplementari di morfina cloridrato (2 mg/die). Il catetere epidurale è sempre stato rimosso tra la 7° e l’8° giornata postoperatoria ed è stato effettuato l’esame citopatologico della punta del catetere secondo la procedura Thin Prep 2000.
Risultati. L’esame citopatologico ha evidenziato la presenza di materiale amorfo privo di materiale cellulato in 10 casi, rari granulociti e istiociti in 6 casi, cellule stromali in 3 casi e rari linfociti in 1 caso.
Conclusioni. Non è mai stata evidenziata un’apprezzabile reazione flogistica in corrispondenza della punta del catetere, tale da suggerire uno stato infiammatorio dello spazio epidurale. Considerati i risultati positivi della somministrazione epidurale di steroidi a piccole dosi nella prevenzione del «back pain» dopo anestesia epidurale e la loro azione diretta sulla conduzione delle fibre nocicettive-C, questo tipo di dolore sembra maggiormente correlato alla stimolazione di tali nocicettori piuttosto che all’infiammazione dei tessuti epidurali, con possibile evoluzione in fibrosi peridurale, come riportato dopo interventi per patologia erniaria lombosacrale.

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