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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2004 January-February;70(1-2):53-61

lingua: Italiano, Inglese

Sedazione profonda in Risonanza Magnetica. Nostra esperienza clinica

Marchi A. 1, Orrù A. 1, Manai M. E. 1, Chelo C. 2, Lettieri B. 3, Corbucci G. G. 1

1 Department of Anesthesiology and Resuscitation, University of Cagliari, Cagliari, Italy,
2 Department of Surgical Sciences and Organ Transplantation, University of Cagliari, Cagliari, Italy,
3 Department of Anesthesia and Resuscitation, II University of Naples, Naples, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. I pazienti pediatrici richiedono spesso procedure diagnostiche che necessitano d’immobilità per la precisione dell’esame. La sedazione profonda sembra essere un eccellente metodo per ottenere un’ottima qualità tecnica della Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), particolarmente nei più giovani. Lo scopo di questo studio è dimostrare la possibilità di eseguire la sedazione farmacologica mediante l’utilizzo di 2 farmaci rivelatisi sicuri e maneggevoli.
Metodi. Abbiamo dettagliatamente valutato e selezionato 82 pazienti (47 maschi e 35 femmine; età media 5,4 anni) provenienti da vari reparti pediatrici. La sedazione profonda è stata ottenuta con: cloralio idrato (60-80 mg/kg orale in unica somministrazione); propofol come bolo intravenoso (2-2,5 mg/kg) seguito da infusione di mantenimento di 75-125 µg/kg/min, preceduto dalla somministrazione di midazolam (0,05 mg/kg i.v.) fuori dalla sala RMN. In tutti i pazienti è stata monitorata la saturazione in O2 e la frequenza cardiaca per consentire un eventuale intervento terapeutico tempestivo.
Risultati. Il livello di sedazione ottenuto ha permesso il successo della metodica, assicurando l’immobilizzazione richiesta. In 5 pazienti trattati con propofol è stata effettuata una ventilazione assistita sotto maschera all’induzione per un periodo di 2, 3 min. Tutti gli altri hanno mantenuto la respirazione spontanea. Il risveglio completo si è realizzato entro 2 h dalla somministrazione del farmaco, ma la sorveglianza è stata prolungata nel reparto di provenienza, comunque senza evidenziare effetti collaterali tardivi.
Conclusioni. Il punto centrale per il successo della sedazione profonda è definire il tipo e la dose ottimale di farmaco per il singolo paziente. Tutto ciò richiede un team esperto e qualificato pronto a intervenire qualora si manifestino effetti avversi correlati all’utilizzo dei farmaci. Il propofol e il cloralio idrato sono i farmaci ottimali per le tecniche diagnostiche che richiedono totale immobilizzazione e rapido risveglio.

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