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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Anestesiologica 2003 December;69(12):885-95

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Confronto intraoperatorio fra anestesia combinata e anestesia generale durante chirurgia epatica maggiore

Siniscalchi A., Begliomini B., Matteo G., De Pietri L., Pasetto A.

Anesthesia and Resuscitation Specialty School Department of Emergency and Surgical Sciences University of Modena and Reggio Emilio, Modena, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. Lo scopo di questo studio era confrontare l’anestesia combinata rispetto a quella generale durante interventi di chirurgia epato-biliare.
Metodi. È stato eseguito uno studio prospettico randomizzato con 70 pazienti suddivisi in 2 gruppi di 35. Nel 1° gruppo (gruppo A) 15 minuti dopo posizionamento di catetere epidurale (D9-D10) e induzione dell’anestesia peridurale (Naropina 0,2% 6 ml), si è proceduto all’induzione dell’anestesia generale (tiopentone, fentanil, vecuronio, sevofluorano in circuito chiuso). L’infusione peridurale continua, iniziata prima dell’incisione chirurgica, è stata proseguita fino al termine dell’intervento con Naropina 0,2% (7 ml/ora). Nel 2° gruppo (gruppo B) l’analgesia intraoperatoria è stata garantita dalla somministrazione di fentanil in base ai parametri emodinamici e di morfina 0,1 mg/kg 30-40 minuti prima della sutura cutanea. La raccolta dei parametri emodinamici è stata effettuata al tempo basale (T0), e quindi dopo 15, 30, 60, 120, 180 minuti dall’induzione dell’anestesia generale (T1, T2, T3, T4, T5). Al risveglio sono state raccolte informazioni riguardanti: dolore a riposo e al movimento tramite scala analogica visiva (SAV); entità del blocco motorio mediante scala di Bromage, comparsa di effetti collaterali, consumo di analgesici.
Risultati. La pressione arteriosa media (PAM) e la frequenza cardiaca (FC) si sono ridotte in maniera statisticamente significativa dopo 15 minuti dall’induzione dell’anestesia generale all’interno di ciascun gruppo. Nel confronto tra i 2 gruppi sono state evidenziate differenze significative nei valori di PAM ai tempi T1-T5 (p<0,001), mentre l’andamento della FC si è dimostrato simile. Il consumo intraoperatorio medio di fentanil nel gruppo B è stato significativamente superiore rispetto al gruppo A, così come quello di vecuronio. L’intensità del dolore al risveglio nei pazienti con epidurale è risultata inferiore sia a riposo sia al movimento e soltanto i pazienti del gruppo B hanno avuto bisogno di ulteriori analgesici. Il blocco motorio non è stato osservato in nessun paziente. Fra gli eventi avversi, nausea e vomito hanno avuto un’incidenza maggiore nel gruppo B, mentre gli episodi ipotensivi si sono verificati con maggior frequenza nel gruppo A.
Conclusioni. Lo studio conferma la sicurezza dell’anestesia locoregionale applicata alla chirurgia epatica per la buona stabilità emodinamica in assenza di rilevanti effetti collaterali. Il minor consumo intraoperatorio di oppioidi e miorilassanti nei pazienti con catetere epidurale conferma la protezione neurovegetativa dell’anestetico. I dati avvalorano l’ipotesi che la maggiore somministrazione intraoperatoria di oppiacei sia responsabile della maggiore incidenza degli effetti collaterali. È quindi ragionevole ipotizzare come trattamento razionale intraoperatorio soltanto l’impiego di una miscela anestetica a basse concentrazioni; ciò consentirebbe di ottenere al risveglio dall’anestesia generale un adeguato controllo del dolore, in presenza di minori effetti collaterali tipici degli anestetici (blocco motorio) e degli oppiacei (nausea e vomito). Le complicanze correlate alla tecnica consigliano l’esecuzione ad opera di anestesisti esperti.

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