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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEW  ANESTESIA LOCO-REGIONALE


Minerva Anestesiologica 2003 Ottobre;69(10):785-99

lingua: Inglese, Italiano

Anestesia neuroassiale e terapia anticoagulante

Colò F., Martinez López de Arroyabe B., Divella M.

Unit of Anesthesia and Resuscitation University of Udine, Udine, Italy


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Le anestesie spinale e peridurale offrono, rispetto all’anestesia generale, innumerevoli vantaggi in termini di scarsa influenza sull’attività endocrino-metabolica, riduzione delle complicanze chirurgiche postoperatorie, ridotte perdite ematiche intraoperatorie e, soprattutto, ridotta incidenza di trombosi venosa profonda. Tuttavia, queste tecniche anestesiologiche sottopongono i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti a un rischio di complicanze emorragiche che non può essere trascurato, anche se le casistiche in letteratura sono abbastanza rassicuranti sulla rarità di questo evento. A questo si aggiunge la possibilità di ematomi spontanei, indipendenti dall’esecuzione di blocchi centrali e spesso legati a fattori intrinseci del paziente o alle terapie concomitanti.
Sarebbe, in ogni modo, compito dell’anestesista familiarizzare con i farmaci che modificano l’emostasi e conoscere la loro farmacocinetica per poterli eventualmente sospendere o intercambiare, valutando il rapporto tra il rischio di eventi emorragici e quello di episodi trombotici.
Gli Autori hanno esaminato la letteratura per stabilire condizioni predisponenti, fattori di rischio, linee-guida internazionali e reale incidenza di complicanze emorragiche secondarie a esecuzioni di blocchi centrali in popolazioni che assumono farmaci che interferiscono con l’assetto coagulativo sia come profilassi preoperatoria sia come parte di una loro terapia medica cronica. L’esame della letteratura e delle linee-guida internazionali porta a considerare che l’anestesia neuroassiale dovrebbe essere eseguita in pazienti selezionati, rispettando gli intervalli liberi di farmaci anticoagulanti, eseguendo un corretto monitoraggio neurologico postoperatorio e valutando caso per caso rischi e benefici della procedura stessa.

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