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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2003 October;69(10):765-74

lingua: Inglese, Italiano

Uso di farmaci sedativi e analgesici nella prima settimana di degenza ad alto livello di trattamento in terapia intensiva

Iapichino G. 1, Bertolini G. 2, Pezzi A. 1, Rossi C. 2, Melotti R. 3, Valdambrini F. 1, Albicini M. 1, Di Mauro P. 1

1 Department of Anesthesiology and Resuscitation University of Milan San Paolo Hospital, Milan, Italy
2 ”Mario Negri” Pharmacology Research Institute Center for Clinical Research on Rare Diseases “Aldo e Cele Daccò” Ranica (Bergamo), Italy
3 Department of Surgical and Anestesiological Sciences University of Bologna, Bologna, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di fare il punto sulla pratica corrente dell’applicazione della sedazione e analgesia nelle Terapie Intensive Italiane.
Metodi. Disegno: studio di coorte, osservazionale e prospettico sui pazienti ammessi consecutivamente in 5 mesi nel 1999. Si sono valutati i primi 7 giorni consecutivi di alta complessità/livello di cura. Ambienti: 45 terapie intensive generali per adulti. Pazienti: 388 arruolati con a) diagnosi di ammissione di emorragia cerebrale non-traumatica, ictus, insufficienza respiratoria in broncopneumatico cronico (chronic obstructive pulmonary disease, COPD), acute lung injury/distress syndrome (ALI/ARDS), politrauma, trauma cranico puro, scompenso cardiaco e chirurgia addominale maggiore; b) degenza maggiore di 47 ore; c) alta complessità/livello di cura.
Risultati. Il tipo di sedazione è risultato diverso a seconda della diagnosi. L’assenza di trattamento oscilla tra il 18,8% dei giorni osservati nei politraumatizzati vs il 67,6% dei pazienti con scompenso cardiaco. Il trattamento con oppioidi è andato dal 10,1% delle giornate di trattamento dei cardiopatici al 51,4% dei politraumatizzati. Propofol è stato il farmaco più prescritto seguito dagli oppioidi e dalle benzodiazepine. Propofol è stato il top nelle cerebropatie vascolari, ALI/ARDS e COPD; gli oppioidi nella chirurgia addominale e in entrambi i traumi; le benzodiazepine nei cardiopatici. Il numero medio di prescrizioni farmacologiche giornaliere è risultato 1,5 oscillanti tra 1,2 dei COPD e 1,7 nei cranici.
Conclusioni. La diagnosi influenza il pattern di sedazione-analgesia attuato durante la fase di alta complessità/livello di cura. Il trattamento sedativo è ben presente nei traumi mentre non lo è altrettanto nell’ALI/ARDS, nei postoperati, nei cerebrovascolari, COPD e cardiaci. L’utilizzo di oppioidi è preminente nei postoperati. Questo studio suggerisce un approccio ancora non standardizzato approccio alla sedazione-analgesia nelle differenti fasi del trattamento: induzione, trattamento di breve e lungo termine.

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