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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2003 October;69(10):751-64

lingua: Inglese, Italiano

Analgesia epidurale toracica perioperatoria in chirurgia aortica: ruolo della levobupivacaina

Launo C., Gastaldo P., Piccardo F., Palermo S., Demar-tini A., Grattarola C.

Section of Anesthesia and Intensive Care Department of Surgery Anesthesia and Transplants (DISCAT) School of Anesthesia and Intensive Care University of Genoa, Genoa, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. Il controllo del dolore perioperatorio in chirurgia rappresenta un obiettivo importante, sia per migliorare l’outcome intraoperatorio che per diminuire l’incidenza di complicanze postoperatorie. L’associazione di un anestetico locale a un oppiaceo per via epidurale può garantire sia l’effetto antalgico (l’oppiaceo) sia la protezione neuroendocrina (l’anestetico locale). La levobupivacaina, enantiomero sinistro della bupivacaina, determina un blocco sensitivo-motorio simile al composto racemico ma possiede una minor cardiotossicità; la ropivacaina non è cardiotossica, ma presenta una potenza anestetica inferiore alla levobupivacaina; ambedue gli anestetici potevano essere somministrati per via epidurale toracica, per assicurare una analgesia qualitativamente adeguata senza effetti emodinamici sgraditi. L’uso di una analgesia epidurale toracica in chirurgia dell’aorta addominale potrebbe rispondere allo scopo dello studio.
Metodi. Lo studio, randomizzato e condotto in monocieco, prevedeva la valutazione clinica di 2 tecniche antalgiche epidurali toraciche perioperatorie in 28 pazienti sottoposti a chirurgia dell’aorta; il confronto riguardava i 2 anestetici locali usati (levobupivacaina o ropivacaina), mentre l’oppiaceo era il medesimo (fentanyl).
Risultati. I risultati dello studio dimostrano che entrambe le tecniche garantiscono un’ottima analgesia perioperatoria, nessuna cardiotossicità e modesti effetti avversi legati solo all’uso dell’oppiaceo; l’assenza di mortalità postoperatoria (a 30 giorni dall’intervento) e la modesta morbidità perioperatoria sottolineano le qualità della tecnica antalgica.
Conclusioni. L’associazione per via epidurale toracica del fentanyl alla levobupivacaina o alla ropivacaina ha garantito sia l’effetto antalgico che il blocco neuroendocrino; non sono dimostrabili significative differenze nell’uso dei 2 anestetici locali, anche se la levobupivacaina, presentando una potenza superiore alla ropivacaina, necessita di un minor dosaggio anestetico.

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