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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2003 September;69(9):673-9

lingua: Inglese, Italiano

1 Department of Anesthesiological Sciences Critical Care and Pain Therapy “La Sapienza” University, Rome, Italy
2 Department of Medical and Surgical Emergencies University of Ancona, Ancona, Italy

Effetti del remifentanil sul sistema di eccito-conduzione cardiaco umano. Studio elettrofisiologico trans-esofageo

1 Department of Anesthesiological Sciences Critical Care and Pain Therapy “La Sapienza” University, Rome, Italy
2 Department of Medical and Surgical Emergencies University of Ancona, Ancona, Italy


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Obiettivo. Precedenti studi hanno evidenziato che la somministrazione di remifentanil (farmaco oppioide m-agonista) si accompagna spesso a bradiaritmie, prevenibili o trattabili mediante farmaci parasimpaticolitici. Scopo del lavoro è di valutare se questi effetti cronotropi negativi siano dovuti esclusivamente a un aumento dell’attività parasimpatica o, anche, a un’azione diretta del remifentanil sul sistema di eccito-conduzione cardiaco.
Metodi. Abbiamo effettuato uno studio elettrofisiologico transesofageo in 40 soggetti esenti da patologie cardiovascolari, candidati a trattamento chirurgico ortopedico, in anestesia generale. Sono stati presi in considerazione sia il tempo di recupero del nodo seno-atriale corretto, che la comparsa di blocco atrio-ventricolare tipo Wenckebach, nello stato di veglia e, ancora, dopo la somministrazione di remifentanil.
Risultati. Abbiamo evidenziato in tutti i pazienti sia una significativa depressione dell’automatismo seno-atriale che una riduzione della riserva conduttiva del nodo atrio-ventricolare. In 2 casi, in particolare, si sono verificati un arresto sinusale e la comparsa di un ritmo giunzionale di scappamento, entrambi regrediti spontaneamente.
Conclusioni. L’atropina ha normalizzato i parametri presi in esame, confermando che le manifestazioni cardiologiche ipocinetiche associate alla somministrazione di remifentanil vengono mediate esclusivamente dal nervo vago.

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