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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ANESTESIA  SMART 2003 - Milano, 28-30 maggio 2003FREEfree


Minerva Anestesiologica 2003 May;69(5):428-32

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Prevenzione degli accidenti cardiovascolari durante l’anestesia locoregionale

Pavesi M.

Servizio di Anestesia Polispecialistica, Istituto Policlinico S. Donato, San Donato Milanese, Italia


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Due grosse categorie di complicanze coinvolgono il sistema cardiovascolare nelle tecniche di anestesia locoregionale: quelle da effetto diretto dell’anestetico locale sulle fibre simpatiche che regolano l’attività cardiovascolare e quelle derivanti da alterazioni della normale funzionalità cardiaca per effetto tossico degli AL. Mentre le prime sono da riferire al livello di estensione di un blocco centrale, le seconde riguardano condizioni di sovradosaggio determinate da inavvertita somministrazione vascolare di AL e quindi sono più frequenti nei blocchi periferici piuttosto che in quelli centrali. L’impiego di cateteri sia centrali che periferici introduce un fattore di rischio in più determinato dalla somministrazione protratta di AL. La prevenzione di tali complicanze deve prevedere il riconoscimento delle condizioni di rischio soggettive attraverso un’anamnesi approfondita per consentire una scelta individualizzata della tecnica locoregionale e del dosaggio di AL adeguato. Il rispetto delle classiche regole di sicurezza previste nell’esecuzione della tecnica. L’impiego di materiali qualitativamente adeguati e della ENS come supporto nella ricerca dei nervi periferici. Infine l’introduzione nell’uso quotidiano di farmaci più sicuri rappresentati dai composti S(-)enantiomeri, Ropivacaina e Levobupivacaina, descritti come meno cardiotossici ma con caratteristiche sovrapponibili a quelle della Bupivacaina.

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