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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ANESTESIA  SMART 2003 - Milano, 28-30 maggio 2003


Minerva Anestesiologica 2003 May;69(5):407-11

lingua: Inglese

Guidelines on anticoagulants and the use of locoregional anesthesia

Vandermeulen E.

Department of Anesthesiology, University Hospitals, Katholieke Universiteit, Leuven, Belgium


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Un numero sempre crescente di pazienti vengono trattati con farmaci che alterano la funzione dell’emostasi, dal momento che la patologia tromboembolica costituisce una delle principali cause di mortalità nella società occidentale. Il posizionamento di aghi e/o cateteri a livello dello spazio epidurale o dello spazio subaracnoideo in questi pazienti comporta il rischio dello sviluppo di un ematoma comprimente il canale vertebrale. Quanto detto risulta evidente soprattutto nei pazienti in terapia con agenti trombolitici o con anticoagulanti orali. È necessario procedere con estrema cautela anche nel caso dei pazienti in terapia con composti innovativi, come le tienopiridine, gli antagonisti del recettore per le subunità IIb/IIIa delle glicoproteine, gli eparinoidi, gli inibitori selettivi del fattore Xa, e gli inibitori diretti della trombina. I dati attualmente a disposizione non permettono di redigere precise raccomandazioni sull’utilizzo sicuro dei principali blocchi neurassiali. Contrariamente a ciò, l’impiego isolato dell’acido acetilsalicilico oppure dei farmaci anti-infiammatori non steroidei oggi non è più considerato controindicato, ma il loro utilizzo in combinazione con i derivati dell’eparina rimane oggetto di controversia. L’eparinizzazione intraoperatoria e l’utilizzo tromboprofilattico perioperatorio dell’eparina non frazionata o delle eparine a basso peso molecolare risultano possibili nel caso in cui: 1) viene rispettato un minimo intervallo di tempo tra il blocco anestetico regionale e la somministrazione della dose precedente o successiva di anticoagulante; 2) non vengono superati i limiti di dosaggio specifici per il composto dell’eparina utilizzato; 3) i cateteri posizionati vengono rimossi solamente dopo la scomparsa di ogni residuo effetto anticoagulante.

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