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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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NURSING  SMART 2003 - Milano 28-30 maggio


Minerva Anestesiologica 2003 April;69(4):302-7

lingua: Italiano

Il controllo e la prevenzione delle infezioni in terapia intensiva: aspetti ambientali

Colombo D., Russolillo C.

Servizio di Anestesia e Rianimazione, Azienda Ospedaliera Luigi Sacco, Polo Universitario, Milano, Italia


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Sebbene i dispositivi intra-vascolari (DIV) siano indispensabili nella cura del paziente critico, il loro utilizzo può essere complicato da infezione, generalmente associata ad un incremento della degenza e quindi dei costi per l’azienda ospedaliera.
Risulta pertanto imperativa l’applicazione di linee guida costituenti una base d’informazione su cui ogni centro possa elaborare una propria strategia riassumibile nei seguenti punti: a) formazione del personale; b) sorveglianza delle infezioni associate a DIV; c) lavaggio delle mani; d) misure di barriera durante l’inserimento e la gestione del catetere; e) gestione del sito di inserimento e sistemi di medicazione del sito di inserimento; f) scelta e sostituzione del DIV; g) sostituzione degli apparati di somministrazione e dei liquidi per via endo-venosa; h) profilassi antimicrobica.
Per quanto riguarda i cateteri venosi centrali (CVC), si raccomanda particolarmente di: 1) usare un (CVC) a singolo lume, a meno che accessi multipli siano necessari; 2) usare sia un CVC ad inserimento periferico, sia un catetere tunnellizzato o dispositivi vascolari impiantabili nei pazienti con età superiore a 4 anni, nei quali si prevede la necessità di un acceso vascolare a lungo termine (> 30 giorni); 3) usare dispositivi totalmente impiantabili per il paziente pediatrico di età inferiore a 4 anni che richieda accessi vascolari a lungo termine; 4) usare la succlavia, come sede di inserimento del CVC a meno che non sia clinicamente controindicato (esempio coagulopatia, alterazioni anatomiche); 5) applicare precauzioni di barriera durante l’inserimento del CVC e per la cura del catetere e del sito d’inserimento.

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