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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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TERAPIA INTENSIVA  SMART 2003 - Milano 28-30 maggio


Minerva Anestesiologica 2003 Aprile;69(4):245-53

lingua: Inglese

Genetic variation and risk of sepsis

Kellum J. A., Angus D. C.

The CRISMA Laboratory (Clinical Research, Investigation and Systems Modeling of Acute illness) Department of Critical Care Medicine, University of Pittsburgh School of Medicine Pittsburgh, Pennsylvania, USA


FULL TEXT  ESTRATTI


La sepsi rappresenta la causa principale di morte nei pazienti in unità di terapia intensiva non-coronarica. La sepsi è causata dalla risposta immunitaria all’infezione e si manifesta con dolore, febbre, ed edema, in conseguenza dell’attivazione delle risposte di coagulazione e infiammazione. Nei casi gravi, la sepsi porta alla compromissione della funzionalità d’organo e allo scompenso. La sepsi colpisce più di 750000 persone ogni anno solamente negli Stati Uniti, con un tasso di mortalità che supera il 35% e che la rende una delle principali cause di morte nei Paesi industrializzati. Inoltre, un numero elevato di pazienti che muoiono per altre patologie presentano un decorso ospedaliero complicato dalla sepsi. La maggior parte dei pazienti che presentano una infezione non sviluppano una sepsi grave e uno shock settico; tuttavia coloro i quali sviluppano queste complicanze hanno un rischio di mortalità significativamente aumentato. Le variabili genetiche e quelle ambientali possono rendere ragione almeno in parte del perché un paziente che presenta una infezione sviluppi una patologia più grave rispetto a un altro. Per esempio, i soggetti potrebbero essere geneticamente programmati a rispondere all’infezione in modi differenti; alcuni potrebbero essere dotati di risposte immunitarie aggressive, in grado di debellare l’infezione prima che questa ultima si manifesti con sintomi fisici, mentre altri potrebbero disporre di un sistema immunitario meno aggressivo, che li lascia ammalare più spesso. La scoperta di una varietà di comuni polimorfismi genetici a livello dei geni che controllano la risposta infiammatoria (ad esempio, il fattore di necrosi tumorale) ha fornito credibilità a questa ipotesi. Tuttavia, la scoperta delle relazioni esistenti tra il rischio di infezione/
sepsi grave e il genotipo individuale richiederà studi più estesi e protocolli sperimentali più rigorosi.

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