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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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TERAPIA INTENSIVA  SMART 2003 - Milano 28-30 maggioFREEfree


Minerva Anestesiologica 2003 April;69(4):232-6

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Valutazione della gravità del danno cerebrale nel corso di terapia intensiva dopo trauma cranico nell’adulto

Stocchetti N., Canavesi K., Longhi L., Magnoni S., Protti A., Pagan F., Colombo A.

Terapia Intensiva Neuroscienze Ospedale Maggiore Policlinico IRCCS Università di Milano, Milano, Italia


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Una precoce quantificazione del danno cerebrale è molto importante. La sede, l’estensione e la gravità del danno anatomico si ripercuotono sulla funzione cerebrale e determinano i risultati a distanza. La gravità del danno funzionale, insieme alla morfologia delle lesioni, richiedono trattamenti specifici, che sono spesso sia medici che chirurgici. Solitamente il danno cerebrale evolve nel tempo, per cui le valutazioni devono essere ripetute. La valutazione clinica è spesso ostacolata dall’effetto di farmaci sedativi o anestetici, ma resta di fondamentale importanza. Il lavoro qui presentato è basato su una revisione non sistematica della letteratura. Il danno cerebrale viene valutato combinando dato clinici e strumentali. La valutazione clinica deve basarsi sulle 3 componenti della Glasgow Coma Scale. Apertura degli occhi, risposta verbale e risposta motoria (spontanee o dopo stimolazione) devono essere osservate dopo stabilizzazione emodinamica e respiratoria. Numerosi fattori (trauma palpebrale, intubazione, uso di farmaci anestetici, intossicazione da alcool o droghe) possono confondere la valutazione, che deve pertanto essere ripetuta dopo lo smaltimento di farmaci e deve concentrarsi sulla risposta motoria.
Diametro e reattività pupillare devono essere esaminati e i dati clinici devono essere associati ad un esame TAC. La TAC è necessaria per individuare masse chirurgiche e per quantificare gli aspetti morfologici del danno. Ulteriori informazioni possono essere fornite dalla misura della differenza artero-giugulare di ossigeno e dalla elettrofisiologia.
La quantificazione precoce del danno cerebrale è difficile. Tuttavia ripetute valutazioni del danno, basate sia sulla clinica che su dati strumentali, sono necessarie.

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