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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2003 Aprile;69(4):227-31

SMART 2003 - Milano 28-30 maggio 

 TERAPIA INTENSIVA

Vulnerabilità del cervello e suo adattamento

Longhi L., Roncati Zanier E., Valeriani V., Ghisoni L., Besozzi A., Ferrari C., Stocchetti N.

Terapia Intensiva Neuroscienze, Ospedale Maggiore Policlinico IRCCS, Milano, Italia

Studi clinici e in laboratorio hanno dimostrato che il cervello traumatizzato è vulnerabile a un insulto secondario. Il lavoro presenta una revisione della letteratura pertinente a trauma cranico (TBI) nella pratica clinica e in ambito della ricerca sperimentale. L’aumento della vulnerabilità del cervello traumatizzato a un insulto secondario su­bletale ischemico, ipossico, eccitotossico e meccanico è stato dimostrato chiaramente. L’insulto secondario aumenta drammaticamente il danno cerebrale. La vulnerailità dell’encefalo traumatizzato può essere spiegata attraverso una ridotta capacità di compensare riduzioni del flusso ematico cerebrale (CBF) e del trasporto di ossigeno (O2) al cervello, oppure attraverso una incapacità di rispondere a un aumento delle esigenze metaboliche cerebrali. Inoltre è presente una sensibilità specifica del cervello a un insulto secondario indotta dal precedente trauma. Meccanismi potenziali di questa aumentata sensibilità potrebbero essere dovuti ad alterazioni post-traumatiche dell’espressione genica che determinano modificazioni del rilascio di neurotrasmettitori, della densità dei recettori e della soglia di risposta dei recettori stessi a uno stimolo, con conseguente morte cellulare. Il cervello è vulnerabile a insulti secondari. Alterazioni dei meccanismi di compenso sono parzialmente responsabili di questa vulnerabilità. Ulteriori studi sono necessari per capire meglio i meccanismi molecolari responsabili del danno secondario e per testare nuove strategie terapeutiche che modulino la risposta del cervello dopo TBI.

lingua: Italiano


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