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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2003 - Milano 28-30 maggio


Minerva Anestesiologica 2003 April;69(4):184-9

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

When the ICU patient refuses vital supports

Zamperetti N. 1, Piccinni P. 1, Carraro R. 1, Demo P. 1, Marafon S. 1, Ronco C. 2, Dan M. 1

1 Department of Anesthesia and Intensive Care Medicine, San Bortolo Hospital, Vicenza, Italy
2 Deparment of Nephrology, San Bortolo Hospital, Vicenza, Italy


FULL TEXT  


In questo articolo viene discusso il problema del trattamento dei pazienti in unità di terapia intensiva che richiedono di astenersi dalle terapie di supporto vitale; la discussione si avvale, in particolare, dell’analisi della loro reale facoltà di intendere e di volere e delle relazioni instaurate tra i pazienti stessi, i loro parenti e il personale dell’unità di terapia intensiva. Vengono riportate le storie di 2 pazienti adulti, con piena facoltà di intendere e di volere, ricoverati in unità di terapia intensiva, che hanno avanzato la richiesta che venissero sospese le misure di supporto vitale cui erano sottoposti. Inoltre vengono discussi i problemi sollevati da una simile richiesta, e le possibili soluzioni che rispettino il principio di autonomia dei pazienti e gli obblighi del personale di assistenza. La struttura in cui erano ricoverati i pazienti era una unità generale di terapia intensiva italiana a 14 letti. La richiesta dei pazienti è stata valutata nel quadro della loro prognosi e della loro visione della vita, al fine di determinare l’attendibilità di tale richiesta. È stato preso in considerazione anche il rifiuto del trattamento o della prognosi naturale, al fine di salvaguardare al meglio gli interessi dei pazienti. La richiesta di un paziente è stata soddisfatta, e il paziente è stato lasciato morire, dopo che tutte le persone coinvolte nella sua assistenza avevano compreso e accettato la sua decisione finale. Il secondo paziente, che era stato in qualche modo costretto a sottoporsi alla terapia intensiva, è vivo e riconoscente per l’assistenza ricevuta. Anche in Italia il principio dell’autonomia viene applicato sempre più spesso nelle decisioni di fine vita dei pazienti in unità di terapia intensiva. Solitamente esso viene integrato da una più ampia considerazione circa i reali interessi dei pazienti, così come questi ultimi vengono percepiti dal personale che li assiste

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