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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2003 Marzo;69(3):145-57

lingua: Inglese, Italiano

Il fluconazolo ad alti dosaggi in terapia intensiva

De Bellis P., Bonfiglio M., Gerbi G., Bacigalupo P., Buscaglia G., Guido P., Massobrio B.

Anesthesia and Intensive Care Unit, Ospedali Galliera, Genoa, Italy


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Obiettivo. Le infezioni fungine sono diventate una delle complicanze emergenti nei pazienti sottoposti a terapia intensiva e se consideriamo la morbidità e mortalità ad esse legate, ci rendiamo conto di quanto sia importante sapere gestire in maniera adeguata queste patologie.
Metodi. Le difficoltà cliniche e di laboratorio di fare diagnosi di candidosi, ci ha spinto a meglio identificare i pazienti a rischio e ad intervenire quanto prima, quando vi è il “sospetto” di una infezione in atto, con una terapia adeguata, cosiddetta “empirica”. I maggiori fattori di rischio comprendono l’utilizzo di dispositivi invasivi (come i cateteri venosi centrali), la somministrazione di terapie antibiotiche multiple e la nutrizione parenterale. Nel nostro reparto di Terapia Intensiva (polivalente) abbiamo preso in considerazione 1933 pazienti su cui sono state eseguite (secondo criteri clinici consolidati) 1211 urinocolture.
Su 378 pazienti a rischio, con quadro clinico instabile e con colonizzazioni fungine urinarie positive abbiamo praticato la “terapia empirica”, secondo le linee guida della BSAC, con fluconazolo ad alti dosaggi (800 mg/die). La durata media del trattamento è stato di 12±2 giorni ed in tutti i pazienti è stata registrata, dopo 1 o 2 settimane di trattamento, la negativizzazione delle urinoculture.
Risultati. Abbiamo potuto riscontrare che il fluconazolo è generalmente ben tollerato: solo nel 10% dei casi si è avuto un’elevazione delle transaminasi epatiche. Il fenomeno è stato sempre transitorio. La funzionalità renale è risultata sempre inalterata (clearance creatinina).
In 6 casi si è riscontrata un’infezione grave con disseminazione ematogena: in queste circostanze è stata adottata per 5 volte la “terapia empirica” con 800 mg/die di fluconazolo e per una volta è stata somministrata anfotericina B 1 mg/kg/die (in quanto dopo 48-72 ore di fluconazolo non era stata rilevato alcun miglioramento clinico). In questi 6 casi di erano avuti 3 decessi, di cui 2 non correlati direttamente all’infezione fungina, e 3 dimissioni dal reparto.
Conclusioni. Abbiamo potuto constatare come il fluconazolo offra una opzione di trattamento meno tossica, meno costosa ed egualmente efficace per queste infezioni, a patto che si usi il dosaggio adeguato e si sappiano identificare i pazienti a rischio ai quali praticare “la terapia empirica”.
Non abbiamo registrato significativi aumenti di resistenza come dimostrato dal fatto che solo in un caso di candidemia si è dovuti passare all’anfotericina B.

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