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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
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Minerva Anestesiologica 2002 December;68(12):905-10

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Mantenimento dello stato di coscienza durante l’anestesia e consenso informato all’anestesia

Gurman G. M., Weksler N., Schily M.

Division of Anesthesiology Ben Gurion University of the Negev Faculty of Health Sciences and Soroka Medical Center, Beer Sheva, Israel


FULL TEXT  


Il mantenimento dello stato di coscienza durante l’anestesia (AGA) costituisce un ben noto incidente intraoperatorio, che può essere causa di molteplici effetti collaterali, tra i quali una serie di sintomi inquadrabili nella sindrome da stress post-traumatico.
L’incidenza dell’AGA può variare dallo 0,1% allo 0,7%: nella maggior parte delle indagini si pone allo 0,2% di tutte la anestesie generali. Alcuni pazienti, tuttavia, hanno un rischio maggiore di andare incontro a questo incidente. Le situazioni maggiormente a rischio di AGA comprendono il parto cesareo, gli interventi a cuore aperto, l’obesità patologica, i traumatismi maggiori con instabilità emodinamica e l’abuso cronico di droghe, alcol e tabacco. Il tradizionale modulo di consenso informato all’anestesia non riporta l’AGA fra i possibili effetti collaterali indesiderati dell’anestesia generale, né in Israele né in altri Paesi.
In questo lavoro viene sollevato il problema dall’indicazione a discutere dell’AGA, quale parte del consenso informato, con i pazienti significativamente più esposti a tale rischio rispetto alla popolazione generale. L’argomento può essere affrontato dal medico curante o dal chirurgo, ma rientra ovviamente fra i compiti specifici dell’anestesista, in occasione della prima visita precedente l’anestesia e l’intervento chirurgico.
È opinione degli Autori che discutere dell’AGA prima dell’intervento potrebbe ridurre in misura sostanziale l’entità delle conseguenze dell’AGA nei pazienti maggiormente esposti al rischio di questa complicanza anestesiologica.

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