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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2002 Novembre;68(11):855-9

lingua: Inglese, Italiano

Ruolo della desmopressina nel trattamento di un caso di shock settico refrattario alle catecolamine

Mignani V., Poleggi P., Conti G., Pennisi M. A., Marchese M.

Depart­ment of Anes­the­sia and Resus­ci­ta­tion Cath­o­lic Uni­ver­sity of the ­Sacred ­Heart, ­Rome


FULL TEXT  


Gli Autori descrivono un caso di shock settico refrattario all’infusione di elevate dosi di noradrenalina in presenza di riempimento volemico ottimale, risolto rapidamente dopo l’infusione di desmopressina alla velocità di 0,02 U/min.
In Letteratura esistono vari esempi di trattamento con successo dello shock settico refrattario alle catecolamine mediante l’infusione di arginin-vasopressina, agonista elettivo del recettore V1. Tale agente farmacologico ha potenzialmente l’aspetto negativo di poter indurre vasocostrizione coronarica e splancnica e una notevole difficoltà allo svezzamento che costringe ad una lenta riduzione dell’in-fusione.
Al contrario, la desmopressina non ha tali effetti a livello coronarico ed è in grado di preservare il flusso ematico renale in virtù della sua azione prevalente a livello dei recettori V2 rispetto ai V1.

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