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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2002 Ottobre;68(10):765-73

lingua: Italiano

Esperienza con remifentanil in Terapia Inten-siva

De Bellis P., Gerbi G., Bacigalupo P., Buscaglia G., Massobrio B., Montagnani L., Servidei L.

Servizio Anestesia e Rianimazione, E.O. «Ospedali Galliera», Genova


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Obiettivo. L’analgesia e la sedazione sono indispensabili nei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per i seguenti, principali motivi: controllare lo stato d’ansia, indurre amnesia, migliorare l’adattamento alla ventilazione meccanica, rendere tollerabili manovre invasive. Scopo della nostra analisi retrospettiva è stato quello di valutare l’efficacia del remifentanil su un totale di 1085 pazienti ricoverati nel nostro Reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva polivalente negli anni 1997-2001.
Metodi. Di tali pazienti fu preso in esame un campione di 60 soggetti adulti omogeneo per età (67,3±9,9anni), peso (66,7±10,2 kg), durata della sedazione (6.8±1,6 giorni) e indice di gravità (SAPS 30.1±4.4). I pazienti erano affetti da BPCO complicata, sottoposti a ventilazione meccanica e sedati con remifentanil. Tale campione è stato confrontato con altri 2 gruppi (omogenei al primo) di 20 pazienti ciascuno, trattati con propofol e midazolam come unico farmaco. Dopo un bolo iniziale di 2 mg/kg (±0,004) per il propofol e di 0,15 mg/kg (±0,03) per il midazolam (nessun bolo per il remifentanil), i dosaggi di infusione continua successiva (iniziali per il remifentanil) sono stati: 0,05 mcg/kg/m (±0,01) per il remifentanil; 1 mg/kg/h (±0,04) per il propofol; 0,03 mg/kg/h (±0,006) per il midazolam. Per valutare il livello e la qualità della sedazione sono state utilizzate 2 scale di valutazione soggettiva (Ramsey score e Sedation-Agitation Score: SAS) ed un sistema di valutazione oggettiva (Bispectral Index: BIS). Il BIS è una misura diretta degli effetti degli anestetici sul cervello: è rappresentato da un singolo numero (compreso tra 100, stato di veglia, e zero, EEG piatto), derivato statisticamente ed empiricamente dall’EEG.
Risultati. Non furono riscontrate differenze significative per la qualità della sedazione fra i 3 gruppi, ma vi fu una differenza significativa nell’attività cardiovascolare negativa nei pazienti trattati con propofol (12% di riduzione in CI, 13,8% di riduzione in SVR). Fu rilevato un significativo accumulo di farmaco nei casi trattati con midazolam, mentre non vi fu nessun accumulo per il remifentanil ed il propofol in relazione alla durata dell’infusione.
Conclusioni. Tra le diverse modalità di sedazione utilizzate, noi preferiamo quella che utilizza come unico farmaco il remifentanil in quanto si ottiene un buon livello di sedazione, assenza di accumulo, scarsa interferenza sui parametri cardiovascolari, costi inferiori rispetto agli altri.

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