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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  CASI CLINICI


Minerva Anestesiologica 2002 July-August;68(7-8):621-5

lingua: Italiano

La rottura della trachea come complicanza dell’intubazione orotracheale

Luchini L. 1, Brega M. 2, Giani I. 2, Cosimini P. 1, Santini L. 2, Giunta G. 3

1 IV U.O. Anestesia e Rianimazione Universitaria A.O.P., Pisa
2 Scuola di Specializzazione Anestesia e Rianimazione
3 Cattedra d’Anestesia e Rianimazione Università degli Studi di Pisa, Pisa


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L’intubazione orotracheale (IOT), una delle manovre più diffuse in anestesia, non è priva di complicanze, fra queste la rottura della trachea (RT) e/o dei bronchi.
Scopo del nostro lavoro è quello d’evidenziare il rischio di RT durante le manovre di IOT. In un periodo di tre anni d’attività (1997-1999) nel Dipartimento di Chirurgia Cardiotoracica dell’Università di Pisa, abbiamo trattato 9 pazienti con RT, di cui 8 donne, con un range d’età tra i 35 ed i 95 anni. La clinica si è dimostrata esaustiva nella maggior parte dei casi, evidenziandosi con enfisema sottocutaneo al volto ed al collo, emoftoe, dispnea, variamente combinati tra loro. In sei casi è stata eseguita una radiografia standard del torace che non ha chiarito la natura del problema; in tutti e nove i casi la broncoscopia si è rilevata l’esame che ha permesso o confermato la diagnosi. Nella nostra casistica una IOT era stata effettuata in regime d’urgenza da un medico non anestesista, in uno dei pazienti era presente un voluminoso gozzo intratoracico deviante la trachea. Negli altri sette casi l’intubazione era stata effettuata da medici esperti, senza l’impiego del mandrino e si era presentata semplice e priva di difficoltà e in nessun caso abbiamo osservato elementi predittivi che facessero prevedere un’intubazione difficile. I 9 pazienti sono stati trattati tutti chirurgicamente poiché sintomatici e con lacerazione transmurale ampia (3-3,5 cm) che causava pneumotorace o pneumomediastino.
Per quanto rara, la RT dev’essere sospettata quando ne siano presenti i segni clinici; la broncoscopia è l’esame che permette di fare una diagnosi e di porre le corrette indicazioni terapeutiche.

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