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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2002 Giugno;68(6):549-54

ANESTESIA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Il Doppler transesofageo nello studio delle modificazioni dei parametri emodinamici durante la colecistectomia laparoscopica

Donati A., Münch C., Marini B., Orsetti G., Coltrinari R., Pietropaoli P.

From the Institute of Medical and Surgical Emergencies University of Ancona - Ancona
*Resuscitation Azienda Ospedaliera «Lancisi» - Ancona
**Institute of Anesthesiology and Intensive Care University «La Sapienza» - Rome

Obiettivo. Il nostro lavoro ha lo scopo di studiare, in pazienti sottoposti a colecistectomia laparoscopica, le modificazioni dei parametri emodinamici ed ossiforetici conseguenti alla creazione e al mantenimento dello pneumoperitoneo con una meto- dica non invasiva quale il Doppler transesofageo (TEDU).
Metodi. Disegno sperimentale: studio prospettico. Ambiente: Rianimazione Universitaria Polivalente. Pazienti: 11 pazienti sottoposti a chirugia laparoscopica per litiasi della colecisti. Interventi: prima dell’induzione dell’anestesia venivano posizionati una vena centrale e un catetere arterioso in arteria radiale. L’end-tidal CO2 (EtCO2) è stata monitorizzata con un capnometro (Dräger, Germany). La gittata cardiaca (CO) è stata monitorizzata con il Doppler transesofageo Abbott ODM II (Abbott Critical Care Systems, Ireland), che è stato posizionato in esofago dopo l’induzione dell’anestesia. Rilevamenti: i parametri emodinamici, inclusi CO, pressione venosa centrale, pressione arteriosa media, la misura della EtCO2 e i campioni arteriosi e venosi centrali sono stati eseguiti: dopo l’induzione dell’anestesia ma prima dell’inizio delle procedure chirurgiche (T0); dopo l’induzione dello pneumoperitoneo (T1); 15 min dopo T1 (T2); 30 min dopo T1 (T3).
Risultati: Si assiste ad un aumento significativo di SVR a T1 e T2; PaCO2 e PvCO2 a T2 e T3 confrontati con T0. HR e MAP aumentano significativamente a T1, e la PVC in tutti i tempi.
Conclusioni. La chirurgia per via laparoscopica è una tecnica mini-invasiva che sta riscuotendo favori sia tra i chirurgi che tra i pazienti. Si assiste, però, anche ad un ampliamento dei criteri di operabilità e soggetti sempre più compromessi nelle loro funzioni fisiologiche vengono proposti per l’intervento. L’anestesia in queste condizioni comporta un monitoraggio molto raffinato che deve rilevare tempestivamente eventuali alterazioni emodinamiche e/o ventilatorie per poter avviare una terapia adeguata.

lingua: Inglese


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