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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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NEUROLOGIC EMERGENCY  SMART 2002 Milano 29-31 maggio


Minerva Anestesiologica 2002 Aprile;68(4):278-84

lingua: Italiano

La ventilazione assistita nel trauma cranico grave

Cormio M., Portella G., Spreafico E., Mazza L., Pesenti A., Citerio G.

Ospedale S. Gerardo - Monza (MI) Dipartimento di Anestesia e Rianimazione


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Obiettivo. Non esistono in Letteratura indicazioni specifiche su quali modalità di ventilazione possano venire utilizzate in fase acuta dei pazienti con trauma cranico grave. L’applicazione di tecniche di ventilazione a supporto parziale non è stata studiata soprattutto in relazione alla possibilità di ottenere valori di paCO2 ben controllati evitando pericolosi aumenti del volume ematico cerebrale senza ricorrere alla ventilazione controllata. Scopo di questo studio è l’analisi delle modalità di ventilazione meccanica applicate al traumatizzato cranico in fase acuta. Sono illustrati i possibili determinanti la scelta e il passaggio da CPPV a ventilazioni a pressione di supporto (PS-SIGH) e le conseguenze di questa sui parametri di emodinamica cerebrale.
Metodi. Disegno dello studio: studio retrospettivo di coorte. Setting: terapia intensiva di un ospedale universitario. Popolazione: quarantadue traumatizzati cranici gravi (GCS≤8). Misure: le modalità di ventilazione e i parametri di emodinamica sistemica e cerebrale [pressione intracranica (ICP), pressione di perfusione cerebrale (CPP), saturazione di ossigeno dal bulbo della vena giugulare interna (SjvO2)] sono stati registrati giornalmente nei primi sette giorni di degenza in Terapia Intensiva.
Risultati. La ventilazione controllata si è dimostrata essere la ventilazione predominante nelle primissime fasi di degenza. La percentuale di pazienti in ventilazione assistita è però aumentata progressivamente (37,5% in II giornata) fino a divenire il più frequente metodo di ventilazione il quarto giorno di degenza. Condizioni neurologiche peggiori e una elevata ICP erano associate alla ventilazioni controllata. In PS-SIGH la paCO2 era più elevata ma non si è comunque correlata ad incrementi significativi di ICP.
Conclusioni. Nei pazienti con trauma cranico grave, il monitoraggio di ICP e CPP insieme all’esame neurologico sono i principali fattori che hanno influenzato la scelta del tipo di assistenza ventilatoria. Risulta quindi da questi dati che la ventilazione assistita è una strategia ventilatoria attuabile e sicura anche in fase acuta del trauma cranico grave sempre che i parametri intracranici siano monitorizzati in continuo e controllati.

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