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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


eTOC

 

PROBLEMS IN ORTHOPEDIC ANESTHESIA  SMART 2002 Milano 29-31 maggio


Minerva Anestesiologica 2002 April;68(4):182-5

lingua: Inglese

Gestione della temperatura e perdite di sangue durante l’artroplastica dell’anca

Akça O., Sessler D. I.

From the Neurosciences ICU, Outcomes Research® Institute, Department of Anesthesiology, University of Louisville, Louisville, KY, USA
*Associate Dean for Research, Director Outcomes Research® Institute, Distinguished University Research Chair, Lolita and Samuel Weakley Professor of Anesthesiology, University of Louisville Professor and Vice-Chair, Ludwig Boltzmann Institute, University of Vienna, Vienna, Austria


FULL TEXT  


L’ipotermia perioperatoria è una comune, ma prevedibile complicanza dell’anestesia e della chirurgia. Una lieve ipotermia perioperatoria aumenta l’incidenza della morbilità miocardica, riduce le resistenze alle infezioni chirurgiche e prolunga il recupero da anestesia che l’ospedalizzazione. L’ipotermia causa una coagulopatia dovuta all’inibizione della funzionalità delle piastrine.
In questa breve review vengono discussi tre studi condotti negli ultimi sei anni che hanno indagato l’influenza dell’ipotermia perioperatoria sulle perdite ematiche. Tutti hanno valutato le perdite ematiche durante intervento di artroplastica dell’anca e hanno utilizzando una metodologia simile.
Due studi dimostrano un aumento delle perdite ematica, specialmente durante la procedura chirurgica, nei pazienti ipotermici, mentre il terzo studio non ha rilevato un’influenza della temperatura corporea sulle perdite ematiche. I benefici della normotermia nel periodo perioperatorio rimangono quindi da chiarire. Continuiamo quindi a raccomandare di mantenere i pazienti normotermici.

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