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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2002 Aprile;68(4):127-31

SMART 2002 Milano 29-31 maggio 

 CONFERENCES

La riscoperta degli steroidi per la rianimazione della sepsi

Annane D.

From the Service de Réanimation Médicale Hôpital Raymond Poincaré, Faculté de Médecine Paris-Ouest, Université Paris V, Garches, France

I corticosteroidi sono stati proposti per trattare i pazienti con sepsi grave fin dal 1940. Un compendio di tutti gli studi clinici controllati randomizzati disponibili dal 1966 al 1993 è stato presentato in due review che suggeriscono di abbandonare l’uso di alte dosi di corticosteroidi per trattare i pazienti con infezioni gravi.
Nonostate ciò, persistono ancora dei dubbi in merito all’efficacia di una terapia sostitutiva in stati di shock catecolamino dipendenti. Questa strategia si basa principalmente sul concetto che lo shock settico può essere complicato da 1) una insufficienza surrenalica occulta, 2) da una sindrome da resistenza periferica ai glucocorticoidi.
Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia di una terapia sostitutiva con idrocortisone sulla risposta sistemica infiammatoria e la funzione cardiovascolare durante la sepsi. L’effetto di questa terapia sulla sopravvivenza in caso di shock settico è controversa sia in studi più vecchi che recenti. Recentemente uno studio multicentrico, placebo-controlled, randomizzato e in doppio cieco ha valutato l’efficacia e la tolleranza di una terapia sostitutiva con una combinazione di idrocortisone (boli di 50 mg e.v. per 4 volte al giorno) e fludrocortisone (50 g per os 1 volta al giorno) per la durata di sette giorni. Questo studio comprendeva 300 casi di shock settico catecolamino e ventilatore dipendenti. Gli autori hanno trovato una significativa riduzione della mortalità al 28° giorno in pazienti con insufficienza renale occulta.
Concludendo, brevi trattamenti con alte dosi di corticosteroidi non dovrebbero essere somministrati nella sepsi severa, ad eccezione di specifiche patologie come la febbre tifoide severa, la polmonite da pneumocystis carinii in pazienti con AIDS o la meningite batterica nei bambini. Il razionale per una terapia sostitutiva con idrocortisone nello shock settico catecolamino-dipendente ne risulta rafforzato.

lingua: Inglese


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