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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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NUOVE TECNOLOGIE  TERAPIA ANTALGICA


Minerva Anestesiologica 2002 March;68(3):115-22

lingua: Italiano

Basi teoriche di un sistema di iniezione a getto cardio-sincronizzato in vena cava

Banetta L., Santini E. *, Banetta S. **

Azienda Sanitaria di Viterbo U.O. di Anestesia e Rianimazione
*U.O. di Chirurgia
**Consorzio Pisa Ricerche Centrospazio


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L’obiettivo di questo lavoro è la dimostrazione di una procedura atta ad incrementare la portata nella vena cava. Questo viene ottenuto accelerando il flusso nel vaso tramite l’iniezione, ad elevata velocità, di fluido che trascina il sangue stagnante a monte del catetere (dragging effect). Per aumentare l’efficienza del sistema e per evitare danni alle valvole cardiache l’iniezione è sincronizzata con i tempi diastolici cardiaci. A tale scopo è stato progettato e realizzato un prototipo di iniezione a getto i cui tempi di iniezione sono sincronizzati con una traccia elettrocardiografica derivata dallo stesso paziente, in modo da garantire la massima accelerazione del flusso durante l’apertura della valvola tricuspide. È stato valutato l’indice di trascinamento, ossia il rapporto tra la portata totale di fluido che un singolo getto riesce ad indurre (fluido iniettato + fluido trascinato) e la portata di fluido esogeno iniettata, sia teoricamente che sperimentalmente.
È stato misurato il profilo di velocità in un modello sperimentale di vena cava inferiore dove si evidenzia l’effetto di trascinamento alla confluenza iliaco-cavale.
Restringendo opportunamente le sezioni dei cateteri e/o aumentandone la pressione di alimentazione, si potrà avere l’iniezione di bassi volumi ad alta velocità che muovono il sangue nella cava con un apporto di fluido esogeno limitato, riducendo i rischi del sovraccarico di volume e della emodiluizione.

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