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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  TERAPIA ANTALGICA


Minerva Anestesiologica 2002 January-February;68(1-2):55-63

lingua: Italiano

La terapia per via epidurale continua nelle lombosciatalgie. Esperienza personale

Maratea N.

ASL n. 5 - Montalbano Ospedale Policoro (Matera) Responsabile del Servizio (Dott. E. Calculli)


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Obiettivo. L’obiettivo di questo studio retrospettivo è stato quello di valutare gli effetti dell’associazione di più farmaci oggi impiegati che sono: anestetici locali, corticosteroidi, morfina cloridrato e clonidina per via epidurale continua nelle lombosciatalgie. L’associazione tra un oppiaceo ed una soluzione di anestetico locale diluito per infusione intensifica l’azione analgesica e permette l’uso di minori quantità di entrambi i farmaci. L’aggiunta di un altro farmaco, come la clonidina, può permettere di ridurre ulteriormente la dose dei singoli farmaci, consentendo quindi una ulteriore diminuzione degli effetti collaterali dose-dipendente. È infatti noto che almeno due sistemi recettoriali «oppiati» ed almeno tre «non oppiati» modulano le afferenze sensoriali dolorose. I cortisonici oltre l’azione antiflogistica e antiedemigena, si deve aggiungere un’altra loro azione cioè la capacità di inibire le prostaglandine.
Metodi. Tutti i pazienti di questo studio, si erano ricoverati dopo periodi variabili di terapia domiciliare o in altri reparti. La composizione della casistica di 462 pazienti, sono stati studiati all’ingresso oltre che con gli esami Rx e di laboratorio routinari, sulla base di una scheda che consiste di due parti: in una sono esposti i segni per l’E.O. di un paziente lombosciatalgico, nell’altra i dati inerenti al dolore. Questo è stato misurato con metodo diretto, attraverso l’analogo visivo di Scott-Huskisson ed una scheda del linguaggio, e con metodi indiretti (attività possibile, assunzione di farmaci, ecc.). La scala di lettura dell’analogo adottato definisce come lieve il dolore denunciato con valori inferioria a 44 mm, come moderato quello tra 45-69 mm, come forte quello fra 70-88 mm, come molto forte quello superiore a 88 mm.
Risultati. I risultati di questo studio sono stati i seguenti: successi 87,9%; successi parziali 1,7%; insuccessi 10,3%. Dei 48 insuccessi, 31 sono stati sottoposti ad intervento entro pochi giorni, gli altri 17 casi non sono stati operati perché i pazienti si sono dichiarati soddisfatti del miglioramento ottenuto o per motivi diversi. L’effetto antalgico si è manifestato con notevole frequenza. Il miglioramento di regola si accentua dopo il II blocco, tanto che in alcuni pazienti si è soprasseduti alla terza somministrazione.
Conclusioni. Dai risultati si può concludere che la terapia epidurale continua è la più efficace e certamente la più rapida dei mezzi terapeutici non chirurgici a nostra disposizione per la cura del dolore di origine lombare. Al momento riteniamo con Finneson che possono essere ritenute valide le stesse indicazioni di massima: 1) sindrome da discopatia con RMN negativa; 2) sindrome da discopatia con controindicazioni mediche all’intervento; 3) soggetti con discopatia di origine lombare e/o radicolare con alterazioni alla RMN multiple ed assenza di segni certi di implicazione di una radice specifica; 4) a scopo sintomatico: in attesa di diagnosi e di terapia chirurgica.

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