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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  CASI CLINICI


Minerva Anestesiologica 2001 July-August;67(7-8):583-9

lingua: Italiano

Grave e prolungata depressione elettroencelografica all’induzione di un’anestesia generale per TEA carotidea. Descrizione di un caso clinico

Leykin Y., Lucca M., Malisano A. M., Covezzi E. *, Bruschelli F. *

Azienda Ospedaliera «S. Maria degli Angeli» Pordenone Secondo Servizio di Anestesia e Rianimazione
*Servizio di Neurofisiopatologia


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Esiste a tutt’oggi un ampio dibattito sulla tecnica anestesiologica e il tipo di monitoraggio neurologico ideale per la chirurgia carotidea. Nessuna delle tecniche di monitoraggio attualmente in uso può essere considerata da sola ideale. In particolare l’utilità della rilevazione elettroencefalografica continua è limitata da diversi fattori tra cui la aspecificità delle alterazioni elettroencefalografiche, che possono dipendere, oltre che da ischemia, anche da variazioni della temperatura corporea, effetti farmacologici o modificazioni emodinamiche. Descriviamo il caso di un paziente sottoposto a intervento di TEA carotidea in cui, dopo induzione dell’anestesia con midazolam 2 mg, fentanyl 50 γ, propofol 180 mg totali, cisatracurium 12 mg, si è verificata una totale depressione elettroencefalografica di durata superiore a 10 minuti, in assenza di alterazioni emodinamiche significative. La gravità e la durata del quadro EEG ha suggerito il risveglio del paziente e il rinvio dell’intervento. Alla ripresa della coscienza non si sono evidenziati deficit neurologici. Sono noti in letteratura gli effetti di molti farmaci usati in anestesia sul tracciato EEG, in particolare il propofol come i barbiturici determina una iniziale attivazione del tracciato EEG seguito da depressione dose dipendente. Ipotizziamo che la probabile causa della risposta EEG del paziente sia stata una particolare sensibilità al propofol o alla associazione propofol-midazolam. Dopo 15 giorni l’intervento è stato riprogrammato in sola anestesia plessica ed eseguito con successo.

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