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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2001 July-August;67(7-8):555-62

lingua: Italiano

Recovery Room. Esperienza di un anno d’attività

Leykin Y., Costa N., Furlan S., Nadalin G., Gullo A. *

Azienda Ospedaliera «Santa Maria degli Angeli» - Pordenone II Servizio di Anestesia e Rianimazione
*Università degli Studi - Trieste Unità Clinica Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica


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Riassunto
Obiettivo. Obiettivo del nostro studio è presentare l’analisi del lavoro organizzativo e clinico svolto nel primo anno d’attività della Recovery Room (RR) presso l’Azienda Ospedaliera «Santa Maria degli Angeli» di Pordenone e mettere a confronto questa nostra esperienza con i concetti teorici riguardanti la gestione organizzativa e clinica delle prime ore postoperatorie, evidenziando le diversità tra la nostra struttura e le indicazioni della Letteratura.
Metodi. La RR è posizionata al centro del blocco operatorio (composto da 10 sale operatorie), il numero di posti letto è sei, tre dei quali dotati di ventilatore; è presente una stazione infermieristica centrale con la possibilità di concentrare tutti i dati confluenti dai singoli monitor in un unico schermo. La RR è funzionante dal lunedì al venerdì con orario 8.00-20.00. Un medico anestesista è di guardia per le 12 ore di apertura, ad esso compete la responsabilità clinica, terapeutica e decisionale riguardo la dimissione del paziente, mentre l’assistenza infermieristica viene svolta da due infermieri professionali qualificati per turno, coadiuvati da un’ausiliaria. Nel primo anno di attività della RR sono stati eseguiti complessivamente 11.626 interventi chirurgici, di questi 1.047 pazienti, pari al 9%, sono stati seguiti nella RR. L’età del 51% dei pazienti era compresa tra 61 e 80 anni. Il 53,6% apparteneva al gruppo ASA 2 e solo lo 0,48% al gruppo ASA 4. Gli interventi a cui sono stati sottoposti i pazienti ricoverati nella RR erano così suddivisi: 56,8% chirurgia generale, toracica e vascolare, 15,3% urologici, 10% ortopedici, 7,7% ostetrici e ginecologici, 6,1% ORL, 3% maxillo-facciali, 1% altri. Il 56,8% dei pazienti è stato sottoposto ad anestesia generale, il 30,5% ad anestesia combinata ed il 12,6% ad anestesia locoregionale. La permanenza del paziente nella RR era compresa tra 1 ora e mezzo e 10 ore e 45 minuti, con una media di ore di ricovero pari a 3,49.
Risultati. Sui 1.047 pazienti studiati non si è verificato nessun caso di arresto cardio-respiratorio o decesso, mentre le complicanze da noi riscontrate erano così suddivise: 13,15% cardiocircolatorie, 3,62% respiratorie, 3,62% PONV, 2,1% oliguria, 1,24% ipotermia, 0,48% pazienti disorientati, 0,38% ipertermia e 0,38% brivido. Nell’ambito delle complicanze cardiocircolatorie da noi riscontrate la principale è stata l’ipertensione arteriosa (5,6%) seguita da disturbi del ritmo cardiaco quali la bradicardia (2,5%) e la tachicardia (2,6%).
Conclusioni. Concludendo possiamo affermare che la corretta gestione della prima fase postoperatoria incide in modo decisivo sull’esito finale dell’intervento chirurgico e che la presenza delle RR contribuisce in modo significativo alla riduzione della morbilità postoperatoria. La nostra casistica ci porta comunque a riflettere su un’ottimale organizzazione dell’orario d’apertura delle RR.

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