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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2001 Luglio-Agosto;67(7-8):539-54

lingua: Italiano

Recovery Room. Aspetti clinici e organizzativi

Leykin Y., Costa N., Gullo A. * Commento di: S. Montanini

Azienda Ospedaliera «Santa Maria degli Angeli» Pordenone II Servizio di Anestesia e Rianimazione, Università degli Studi - Trieste
*Unità Clinica Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica


FULL TEXT  ESTRATTI


La corretta gestione della prima fase postoperatoria influisce in modo decisivo sull’esito finale dell’intervento chirurgico e la presenza delle Recovery Room (RR) contribuisce in modo significativo alla riduzione della morbilità postoperatoria. Gli obiettivi della RR sono: smaltimento dell’effetto farmacologico degli anestetici generali; stabilizzazione dei parametri vitali (circolazione e ventilazione); stabilizzazione della temperatura corporea; controllo del bilancio idro-elettrolitico; intervento intensivo in caso di una complicanza acuta; impostazione di un’adeguata analgesia postoperatoria; recupero dell’attività motoria in caso di anestesia loco-regionale. L’organizzazione della moderna RR deve prendere in considerazione: 1) aspetti ambientali e di collocazione; 2) trasporto del paziente dalla sala operatoria alla RR; 3) definizione dell’apparecchiatura necessaria per una RR attrezzata; 4) definizione del ruolo e della qualifica del personale medico ed infermieristico; 5) definizione di protocolli assistenziali e della cartella clinica; 6) definizione dei criteri di dimissione e di trasferimento; 7) definizione dei percorsi di aggiornamento, di miglioramento e di confronto con le altre strutture simili. La RR viene gestita da un medico anestesista al quale compete la responsabilità clinica, terapeutica e decisionale riguardo la dimissione del paziente, mentre la sorveglianza e l’assistenza dei pazienti è affidata a infermieri professionali specializzati. Dal punto di vista clinico vengono monitorizzati e registrati: i segni vitali [pervietà delle vie aeree, frequenza cardiaca e respiratoria, pressione arteriosa, saturazione di O2, EtCO2 (nel paziente ventilato)], la temperatura corporea e lo stato di coscienza, monitoraggio strumentale del paziente (ad intervalli di tempo prestabiliti), controllo della cute, della circolazione periferica, delle ferite chirurgiche, dei drenaggi e dei cateteri. La percentuale d’incidenza di complicanze in RR varia dal 6-7 al 30% a seconda dei vari studi, probabilmente in funzione dei diversi criteri nel definire la complicanza. Le principali complicanze che si possono verificare in RR, riportate in numerosi studi, sono: respiratorie (ostruzione delle vie aeree, ipossiemia, ipoventilazione, inalazione), cardiocircolatorie (ipotensione, ipertensione, aritmie, ischemia miocardica), nausea e vomito postoperatorio, ipotermia ed ipertermia, risveglio ritardato, disorientamento ed ipereccitabilità, brivido postoperatorio. Affinché il paziente possa essere dimesso dalla RR devono essere soddisfatti i seguenti requisiti: ripristino dello stato di coscienza, parametri cardiocircolatori stabili, assenza di depressione respiratoria, assenza di sanguinamenti in corso, assenza di nausea e vomito, buona analgesia e recupero dell’attività motoria in caso di anestesia locolegionale (su quest’ultimo punto non tutti gli Autori concordano). Quanto finora detto evidenzia la funzione, l’utilità e l’importanza delle RR che non devono sostituirsi alle Unità di Terapia Intensiva, esse rappresentano, invece, le sedi in cui deve concludersi una cura della quale l’Anestesista Rianimatore è responsabile lungo tutto il suo percorso. Tale cura deve iniziare nel periodo preoperatorio, continuare nel periodo intraoperatorio ed obbligatoriamente proseguire nell’immediato periodo postoperatorio, fino a quando, a causa dell’anestesia erogata, la situazione clinica del paziente cessi di essere considerata una potenziale «urgenza-emergenza» medico-chirurgica.

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