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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

 

Minerva Anestesiologica 2001 Maggio;67(5):387-92

RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA 

 ARTICOLI ORIGINALI

L’ossido nitrico nella cellula muscolare umana ischemica e riperfusa. Connessioni cliniche e terapeutiche

Corbucci G. G., Palmerini C. *, Palombari R. **, Lettieri B., Grella E., Velluti C. ***, Chelo C. ***

Università degli Studi - Cagliari
Istituto di Anestesia-Rianimazione
°II Università degli Studi - Napoli
Dipartimento di Anestesia-Rianimazione,
Terapia Intensiva
*Università degli Studi - Perugia Dipartimento Biologia Cellulare e Molecolare
**Dipartimento di Chimica
*** Università degli Studi - Cagliari Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia

Obiettivo. L’analisi del ruolo biochimico e metabolico dell’ossido nitrico (NO) nello stress ossidativo endocellulare da ipossia e/o ischemia tessutale acuta, nonché nella successiva riperfusione assume una rilevante valenza scientifica in quanto questo gas, oltre al ben noto effetto vasodilatatore a livello endoteliale, assolve una fondamentale funzione nei processi di adattamento mitocondriale al deficit acuto di O2 biodisponibile inibendo, in maniera reversibile, l’attività degli enzimi della catena respiratoria (cit. c ossidasi). L’ossido nitrico endogeno può però, in determinate condizioni patologiche, esercitare una azione altamente cito-tossica comportandosi da elemento radicalico per cui lo studio del metabolismo del NO, differenziandone gli aspetti peculiari nella cellula ipossica rispetto a quella ischemica e quindi riperfusa, assume significati non solo biochimici, ma anche e soprattutto clinici e terapeutici. Scopo di questa indagine è appunto quello di analizzare i suddetti temi nella cellula muscolare scheletrica umana in reali condizioni di carenza assoluta e/o relativa di O2 nonché di riperfusione rapida e massiva.
Metodi. Sono stati esaminati frustoli di muscolo scheletrico (m. vasto lat.) prelevati da n. 10 pazienti omogenei in corso di intervento ortopedico per ricostruzione del legamento crociato anteriore. Lo stress ipossico ed ischemico è stato indotto mediante applicazione di tourniquet a 350-400 At. I campioni tessutali, ottenuti prima dell’applicazione del tourniquet, dopo 5 min, dopo ca. 60 min ed infine dopo 20 min dalla riperfusione, sono stati posti immediatamente in azoto liquido ed i livelli endocellulari di NO libero esaminati mediante metodica gas-amperometrica.
Risultati. L’analisi statistica dei dati ottenuti ha mostrato una significativa diminuzione dei livelli di NO nel tessuto ipossico (5 min dall’applicazione del tourniquet) rispetto ai valori basali. Dopo 60 min di ischemia tessutale si è assistito ad un altrettanto significativo aumento di detti livelli che tendono a diminuire nella cellula muscolare riperfusa.
Conclusioni. Ove confrontati con quanto riportato in letteratura, i risultati proposti da questo studio sembrano configurare e confermare il ruolo determinante che l’ossido nitrico svolge nei meccanismi di adattamento cellulare alla ipossia acuta attraverso il suo legame con la cit. c ossidasi che si risolve nel mantenere reversibile il danno morfo-funzionale cellulare. Nella cellula muscolare ischemica la produzione di NO appare invece concorrere al danno ossiradicalico connesso al dismetabolismo ossidativo. Le implicazioni cliniche e terapeutiche con quanto riferito assumono una particolare valenza sia in senso prognostico, quanto soprattutto in termini di supplementazione di NO in varie patologie acute. In questo contesto appare opportuno sottolineare che produzione di NO, aumento dei livelli di Ca endocellulare e generazione massiva di ossiradicali sono intimamente connessi per cui questo quadro biochimico e metabolico presume una specifica valutazione clinica ed una mirata gestione terapeutica del paziente critico.

lingua: Italiano


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