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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2001 Aprile;67(4):332-7

SMART 2001 

 ANALGOSEDAZIONE

Rational use of opioids

Mastronardi P., Cafiero T.

From the Department of Surgical Anesthesiological and Emergency Sciences, University ''Federico II'', Naples, Italy

Il ruolo dell’analgesia e della sedazione in Terapia Intensiva (TI) è di supporto alle altre strategie rianimatorie, tuttavia esse rendono possibile l’esecuzione di qualsiasi altra procedura diagnostica e terapeutica, mantenendo il paziente libero da ansia e dolore e collaborante. Gli oppiacei comunemente usati in TI comprendono morfina, fentanyl, sufentanil e remifentanil. La scelta dell’oppiaceo si basa sulle proprietà farmacocinetiche e sugli effetti farmacodinamici. La stabilità emodinamica che si osserva con fentanyl e sufentanil suggerisce che questi farmaci vengano impiegati nei pazienti emodinamicamente instabili. Il remifentanil, caratterizzato da una breve durata di azione, offre numerosi vantaggi nei pazienti che necessitano di infusioni prolungate. Il metabolismo organo-indipendente di questa recente molecola può essere importante nei pazienti con insufficienza multipla d’organo. Le indicazioni principali all’analgesia e sedazione con oppiacei in TI comprendono: 1) ansia, dolore, agitazione: queste condizioni possono aumentare il lavoro cardiaco, il consumo di ossigeno miocardico e l’incidenza di aritmie; 2) il primo periodo postoperatorio di interventi di chirurgia maggiore; 3) brevi procedure invasive. I potenziali vantaggi legati all’uso di oppiacei in TI comprendono inoltre: a) cardioprotezione: è stato osservato, in modelli animali, che la stimolazione dei recettori oppioidi delta conferisce un effetto protettivo simile a quello del precondizionamento contro l’ischemia miocardica; b) neuroprotezione: studi recenti suggeriscono che i recettori per gli oppiacei di tipo mu e kappa siano coinvolti nel precondizionamento del tessuto cerebrale contro le convulsioni. Durante terapia con oppiacei in TI, occorre prevenire la comparsa di tolleranza e di sintomi di astinenza, e correggere conseguentemente le dosi.

lingua: Inglese


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