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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Anestesiologica 2001 April;67(4):307-9

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Terapia antibiotica in Italia. Dati attuali e proposte per il futuro

Malacarne P., Rossi C.

Azienda Ospedaliera Pisana II Rianimazione *Istituto di Ricerche Farmacologiche «M. Negri» Laboratorio di Epidemiologia Clinica


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Vengono presentati i dati inerenti il consumo di antibiotici estrapolati da uno studio condotto per la valutazione dei costi del trattamento di pazienti affetti dalle patologie più frequentemente presenti nelle terapie intensive italiane. Il 78% di 1065 pazienti ha ricevuto antibiotici. Nel sottogruppo di 158 pazienti con sepsi, un antibiogramma è stato effettuato nel 93% dei pazienti, la terapia antibiotica è iniziata empiricamente nell’82% dei casi ed è stata costituita da 2 o più farmaci nel 96% dei casi (aminoglicoside + betalattamina, glicopeptide + betalattamina, aminoglicoside + betalattamina + glicopeptide o cefazolina). Nel sottogruppo di pa-zienti non settici, l’85% dei pazienti chirurgici ha ricevuto una profilassi antibiotica della durata di media di 3,6 giorni, con cefalosporine di III generazione nel 40% dei casi e con cefazolina solo nel 14% dei casi. Anche tra i pazienti medici non settici il 60% ha ricevuto una profilassi antibiotica della durata di media di 6,2 giorni, soprattutto con cefalosporine di III generazione. Questi dati pongono il problema dell’appropiatezza dell’uso della profilassi e rappresentano un punto di partenza per un programma di sorveglianza delle infezioni in terapia intensiva.

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