Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2001 April;67(4) > Minerva Anestesiologica 2001 April;67(4):302-6

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


eTOC

 

SEPSI  SMART 2001


Minerva Anestesiologica 2001 April;67(4):302-6

lingua: Italiano

Sorveglianza epidemiologica in Terapia Intensiva: come organizzarla?

Moro M. L.

Agenzia Sanitaria Regionale Regione Emilia Romagna


Full text temporaneamente non disponibile on-line. Contattaci  


La sorveglianza delle infezioni ospedaliere rappresenta la singola misura di controllo in assoluto più efficace a prevenire le infezioni ospedaliere. L’obiettivo è duplice: a) identificare tempestivamente eventi sentinella ed eventi epidemici per attivare immediatamente appropriati interventi di controllo; b) valutare se la propria «esperienza» di infezioni ospedaliere sia migliore o peggiore rispetto a quella attesa in una popolazione con caratteristiche cliniche simili. Il laboratorio è un’ottima ed economica fonte informativa per identificare microrganismi «pericolosi», per monitorare le resistenze, per identificare le epidemie sostenute da un unico microrganismo. La sorveglianza attiva in reparto è necessaria per costruire indicatori specifici di infezione che siano indicativi di eventi prevenibili ed utili ad effettuare confronti «equi» tra UTI. È essenziale che il sistema di rilevazione e la definizione di caso siano accurati (sensibili e specifici) e che vengano rilevati dati sul paziente e sul profilo assistenziale utili a tenere conto di differenze nel tipo di pazienti trattati o del profilo assistenziale praticato. Una recente indagine nazionale tra gli ospedali pubblici italiani ha evidenziato una scarsa diffusione della sorveglianza: su 428 ospedali rispondenti, meno del 10% ha dichiarato di aver attivato la sorveglianza delle epidemie e dell’antibioticoresistenza, il 15% sorveglianza attiva in reparto, il 22% sorveglianza di patogeni sentinella.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail