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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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Minerva Anestesiologica 2001 April;67(4):298-301

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Microthrombosis in sepsis

Vallet B.

From the Department of Anesthesiology and Intensive Care University Hospital of Lille Lille cedex, France


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Normalmente, le cellule endoteliali esprimono diversi componenti di membrana dotati di proprietà anticoagulanti, che comprendono: 1) inibitori della via del fattore tissutale (TFPI), cioè molecole di membrana in grado di accelerare l’azione dell’antitrombina (AT) sulle proteasi della coagulazione; 2) trombomodulina (TM), una proteina di superficie in grado di legarsi alla trombina e di inibirne l’attività; il complesso TM-trombina, inoltre, attiva la proteina C (PC); 3) fattori derivati dall’endotelio, come ossido nitrico e prostaciclina, che hanno prpprietà antiadesive ed attivano il plasminogeno. L’esposizione a stimoli infiammatori e/o settici può portare rapidamente a risposte procoagulanti, attivate da endotossine batteriche, e ad una diminuzione dei componenti di membrana dotati di attività anticoagulante. L’attivazione della coagulazione contemporanea ad una alterata fibrinolisi è associata alla formazione di depositi di fibrina, ischemia tissutale e necrosi. Questa review presenta i risultati di diverse strategie mirate alla riduzione del danno d’organo e della mortalità nello shock settico mediante la modulazione dell’attività coagulatoria. In vari modelli animali ed in studi clinici di fase II, il trattamento con TFPI, AT e PC attivata ha diminuito il danno d’organo e la mortalità. Due studi di fase III hanno mostrato l’inefficacia di AT ed una riduzione del rischio relativo di morte con PC attivata. In modelli animali, l-arginina e perindopril sono stati in grado di prevenire il danno endoteliale associato allo shock settico. Una notevole riduzione del danno endoteliale ed una migliore sopravvivenza degli animali trattati sono state osservate anche con antiglicoproteina IIb/IIIa, che è in grado di attenuare l’attività dei monociti nel processo di coagulazione intravascolare disseminata.

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