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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2001 Aprile;67(4):165-9

lingua: Inglese

Protamine Dose Assay nella neutralizzazione dell’eparina dopo bypass cardippolmonare.

Guarracino F., De Cosmo D., Penzo D., Tedesco M., Bossi A., Zussa C. *, Polesel E. *, De Stefani R.

Ospedale Umberto I - Venezia-Mestre (Italia) Unità di Anestesia e T.I. Cardiochirurgica
*Divisione di Cardiochirurgia


FULL TEXT  


Obiettivo. Valutare l’impatto del Protamine Dose Assay (PDA) effettuato con Hemochron® 8000 (International Technodyne Company, Edison, NJ) sulla gestione della neutralizzazione dell’eparina dopo bypass cardiopolmonare (BCP). Il PDA è stato confrontato con il metodo di neutralizzazione dell’eparina basato sul rapporto eparina-protamina per la determinazione della dose di protamina; inoltre si è indagata la sensibilità del PDA e dell’ACT all’eparina residua circolante dopo la somministrazione di protamina.
Metodi. Disegno: studio prospettico e randomizzato. Ambiente: centro cardiochirurgico di un Ospedale di riferimento provinciale. Partecipanti: 50 pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca elettiva con circolazione extracorporea. Interventi: dopo BCP i pazienti venivano randomizzati in due gruppi: uno (gruppo S, 24 pazienti) riceveva la protamina sulla base di un rapporto di 1 mg di protamina ogni 100 unità di eparina, l’altro (gruppo T, 26 pazienti) sulla base del risultato del PDA basato sul metodo di titraggio della protamina per la determinazione dell’eparina circolante. Dopo la somministrazione di protamina venivano effettuati PDA ed ACT per verificare l’avvenuta neutralizzazione dell’eparina e per rilevare la presenza di eparina residua circolante. In entrambi i gruppi veniva somministrata una dose aggiuntiva di protamina quando ritenuto necessario sulla base del PDA. Rilevamenti: in entrambi i gruppi si misuravano i valori di ACT basali e dopo eparina, le dosi totali di protamina, ed i valori di ACT e PDA dopo protamina.
Risultati. La dose di protamina risultò significativamente inferiore (-30%) nei pazienti trattati secondo PDA. Nel 20% dei pazienti con ACT normale il PDA rivelò la presenza di eparina residua circolante, richiedendo la somministrazione di una dose aggiuntiva di protamina. In tutti gli altri casi sia l’ACT sia il PDA confermarono la neutralizzazione dell’eparina.
Conclusioni. Il PDA consentì di ottenere una efficace neutralizzazione dell’eparina con dosi di protamina significativamente minori rispetto al metodo empirico basato sul rapporto eparina-protamina. Ciò può ridurre l’incidenza di effetti avversi legati al non corretto dosaggio della protamina. Il PDA si rivelò anche più sensibile dell’ACT nel rilevare l’eparina residua circolante dopo la somministrazione di protamina.

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