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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2001 Gennaio-Febbraio;67(1-2):71-8

lingua: Inglese

Decesso con lesione cerebrale acuta e potenziali donatori d’organo a cuore battente nella Regione Veneto

Procaccio F., Barbacini S., Meroni M., Sarpellon M., Verlato R., Giron G. P.

On behalf of the Working Group of the Fondazione per l’Incremento dei Trapianti d’Organo (FITO)* Veneto, Italy. E-mail: fito@fito.it


FULL TEXT  ESTRATTI


Obiettivo. Lo scopo dello studio è di descrivere le caratteristiche cliniche dei pazienti deceduti con lesione cerebrale acuta nelle Terapie Intensive del Veneto e analizzare alcuni fattori alla base della carenza di potenziali donatori a cuore battente.
Metodi. Sono stati raccolti prospetticamente in 23 T.I. in sei mesi i dati inerenti tutti i deceduti con lesione cerebrale acuta e ogni potenziale donatore di organi.
Risultati. Nel 1998 in Veneto i deceduti con lesione cerebrale acuta sono stati 187 per milione di abitanti (p.m.a.). Sono stati studiati 317 casi con età mediana di 64 anni (range 7-93). La morte a cuore battente è stata accertata legalmente in 98/317 casi (31%) rispetto ad una diagnosi clinica di morte «encefalica» riportata in 203/317 casi (64%). Solo 82/317 (26%) sono stati considerati potenziali donatori idonei e 48/317 (15%) sono diventati donatori effettivi, corrispondenti a 22,8 p.m.a. Tra i rimanenti 235 cadaveri, 105 erano oltre i 70 anni di età. Nel gruppo di 130 di età inferiore a 70 le controindicazioni assolute erano presenti solo in 30 mentre nei rimanenti 100 erano riportate situazioni cliniche «problematiche» per una eventuale idoneità al prelievo di organi.
Conclusioni. Il numero di decessi in T.I. con lesione cerebrale acuta rappresenta un indicatore sensibile per valutare il potenziale di donatori di organi in una Regione o in una singola Unità Intensiva. I dati raccolti dimostrano che in Veneto l’efficienza del processo di donazione può essere ulteriormente migliorato; la carenza di potenziali donatori può dipendere, oltre che dal mancato consenso, da fattori clinici e culturali che limitano il verificarsi di una situazione sufficientemente stabile di morte a cuore battente. La maggior parte dei deceduti sopra i 70 anni o che presentavano situazioni cliniche «problematiche» sono stati preventivamente considerati non idonei dai medici delle T.I. e non sono giunti all’accertamento legale di morte con criteri neurologici. Per incrementare i prelievi di organi occorre prevenire l’arresto circolatorio nel maggior numero di soggetti che decedono con lesione cerebrale acuta, avendo così possibilità di discutere con il centro di coordinamento e i coordinatori locali gli eventuali criteri di esclusione, anche in relazione alla presenza di situazioni di urgenza nella lista di attesa.

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