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Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2001 Gennaio-Febbraio;67(1-2):23-7

ANESTESIA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Adiuvanti nel blocco del plesso brachiale per via ascellare: confronto tra clonidina, sufentanil e tramadolo

Antonucci S.

ASL Pescara Ospedale SS. Trinità - Popoli (Pescara) Servizio di Anestesia e Rianimazione

Obiettivo. Valutare gli effetti del tramadolo somministrato come adiuvante nel blocco del plesso brachiale e di confrontarli con quelli di clonidina e sufentanil.
Metodi. Studio prospettico randomizzato con ottanta pazienti, ASA status I-II, sottoposti ad interventi di tunnel carpale con blocco del plesso brachiale per via ascellare eseguito con ropivacaina 0,75% 20 ml divisi in quattro gruppi di studio a seconda dell’adiuvante: tramadolo 100 mg (gruppo T), clonidina 1,5 γ/kg (gruppo C), sufentanil (gruppo S) 20 γ diluiti in 5 ml di soluzione fisiologica, Gruppo F, di controllo, con soluzione fisiologica 5 ml. Il blocco è stato valutato con pinprick test (scala a tre punti) e un test di sensazione termica. Sono stati valutati l’onset dell’anestesia, la durata dell’anestesia e della analgesia. Durante l’intervento è stato valutato il grado di se-dazione con una scala a 5 punti, l’incidenza di episodi di ipotensione, bradicardia, desaturazione (Sp02<90%) e l’insorgenza di altri effetti collaterali. I dati sono stati espressi come mediana±deviazione standard . L’analisi statistica è stata effettuata con l’analisi della varianza (ANOVA), il test di Bonferroni e il test del χ2. Risultati. L’onset dell’anestesia ha mostrato una differenza significativa tra i 3 gruppi di studio rispetto al controllo, mentre è stata registrata una differenza non significativa tra i gruppi S, C e T (S: 11±7 minuti; C: 12±4 min.; T: 14±8 min.; F: 20±11 min). Analoghi risultati si sono ottenuti riguardo la durata dell’anestesia e dell’analgesia che sono risultati più brevi nel gruppo F. Una adeguata qualità dell’anestesia è stata ottenuta in 79 pazienti. Solo in un paziente del gruppo F è stato necessario infiltrare la ferita. Si è registrata una differenza significativa solo riguardo la qualità dell’anestesia tra il gruppo F e gli altri 3 gruppi. Riguardo il grado di sedazione il punteggio ha assunto rilevanza statisticamente significativa evidenziando un grado maggiore di sedazione per i gruppi C e S. Si è avuta una incidenza significativamente maggiore di episodi di bradicardia e ipotensione nel gruppo C nei confronti degli altri 3 gruppi.
Conclusioni. L’utilizzo del tramadolo come adiuvante determina una riduzione significativa dell’onset dell’anestesia. Esso è in grado inoltre di prolungare la durata dell’analgesia e dell’anestesia con una qualità del blocco sovrapponibile a quella ottenuta con clonidina e sufentanil. A ciò si accompagna una significativa riduzione degli effetti collaterali propri della somministrazione di clonidina (sedazione, bradicardia ed ipotensione) e sufentanil (prurito e sedazione). In conclusione si può affermare che il tramadolo rappresenta una valida alternativa, come adiuvante nei blocchi periferici, assicurando gli stessi effetti di farmaci più comunemente utilizzati a tale scopo con una minore incidenza di effetti collaterali.

lingua: Italiano


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