Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2000 Dicembre;66(12) > Minerva Anestesiologica 2000 Dicembre;66(12):889-93

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

 

Minerva Anestesiologica 2000 Dicembre;66(12):889-93

ANESTESIA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Le emergenze respiratorie in ambiente extra-ospedaliero

Dambrosio M., Pignataro C., Tullo L.

Università degli Studi - Bari Sezione di Anestesia e Rianimazione Dipartimento di Emergenza e Trapianti di Organi

Nell’ambito delle urgenze medico chirurgiche l’intervento preospedaliero diventa un elemento fondamentale per l’outcome del paziente e si diversifica in diverse concezioni compendiate nelle definizioni «scopri e fuggi» e «fermati e intervieni». La scelta fra le due modalità che nei Paesi ove questa concezione del soccorso è stata concepita è legata a politiche organizzative, deve essere da noi il più possibile aderente alla fisiopatologia delle urgenze in oggetto. Nell’ambito dell’Insufficienza Respiratoria Acuta la strategia di intervento più opportuna è determinata dalla possibile rapida reversibilità della patologia. Patologie che si giovano di un immediato trattamento («fermati e intervieni») e la cui durata di ospedalizzazione ne risulta sensibilmente ridotta sono: la crisi asmatica grave, l’IRA da overdose di analgesici, BDZ, barbiturici (depressione dei centri respiratori bulbari), l’ipoventilazione da sottodosaggio di farmaci anticolinesterasici nella Miastenia Gravis, EPA cardiogenico, tromboembolia polmonare. L’immediato trasporto del paziente dopo una minima stabilizzazione («scopri e fuggi») s’impone in situazioni quali l’ARDS, che necessita di un sostegno delle funzioni cardiorespiratorie attuabile solo in strutture ospedaliere specializzate (UTI). Similmente accade per l’IRA da trauma cranico, accidenti cerebrovascolari, polinevriti, botulismo, BPCO riacutizzata, ecc. I cardini della semeiologia classica su cui si basa la diagnosi di IRA in ambiente preospedaliero, sono attualmente completati da apparecchiature portatili che consentono il monitoraggio in tempo reale della saturimetria arteriosa, dell’elettrocardiogramna, di pressione arteriosa e frequenza cardiaca, della capnometria, emogasamlisi, ed elettroliti sierici. Lo stato di coscienza del paziente condizionerà la scelta fra i vari dispositivi di controllo delle vie aeree. È opinione diffusa che il trattamento respiratorio precoce riduca i tempi di degenza del paziente e ne migliori l’esito.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina