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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
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Minerva Anestesiologica 2000 December;66(12):875-82

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La ventilazione meccanica nella sindrome da distress respiratorio acuto (Nuovi orientamenti)

Pelosi P., Aspesi M., Franchi D., Colombo G., Gamberoni C., Caironi P., Bottino N.

Università degli Studi - Insubria (Varese) Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche Università degli Studi - Milano *Istituto di Anestesia e Rianimazione Ospedale Maggiore Policlinico IRCCS - Milano


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La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) è caratterizzata da un processo infiammatorio che interessa il tessuto polmonare endoteliale ed epiteliale, con l’insorgenza di ipossemia, infiltrati bilaterali dei campi polmonari, in assenza di edema cardiogenico. L’utilizzo della Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) ha permesso una più approfondita comprensione dell’ARDS, portando ad un modello polmonare costituito da tre regioni: 1) normalmente ventilata, 2) reclutabile e 3) consolidata. È oramai evidente che la ventilazione meccanica in ARDS presenta effetti iatrogeni che possono influenzare la mortalità. Diversi meccanismi sono stati ritenuti responsabili del danno polmonare associato alla ventilazione (VALI): un’alta frazione inspiratoria di ossigeno, alte pressioni di plateau ed ampi volumi correnti, e il collasso e la reinflazione delle unità alveolari. In questi anni, sono state suggerite differenti strategie ventilatorie, in pazienti affetti da ARDS, nel tentativo di ridurre e di prevenire il VALI. La più importante sembra essere l’applicazione di un appropriato volume corrente e di una pressione positiva di fine espirazione (PEEP). Recentemente si sono conclusi alcuni studi randomizzati che hanno comparato l’utilizzo di alti volumi correnti rispetto a bassi volumi correnti. Nonostante alcune differenze, è risultato che un trattamento ventilatorio limitante la pressione di plateau ad un valore uguale o inferiore a 35 cmH2O sembra essere utile nel ridurre la mortalità e l’insorgenza di VALI, anche in associazione a valori di PEEP sufficienti a prevenire il collasso polmonare a fine espirazione. Un’altra manovra terapeutica per migliorare gli scambi gassosi e diminuire il VALI è il posizionamento prono, anche se sono necessari ulteriori studi per chiarire come tale strumento possa influenzare realmente la mortalità. Anche l’inalazione di NO è utile nell’aumentare l’ossigenazione di pazienti affetti da ARDS. Purtroppo, tale agente farmacologico non sembra avere effetti a lungo termine.

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