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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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Minerva Anestesiologica 2000 November;66(11):829-39

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Per un lettura in chiave bioetica delle terapie intensive

Mazzon D., Longato C. *, Barbisan C. **, Orsi L. ***, Rupolo G. P. °, Valmassoi G. °°, Simini G. °°° Commento: Martinelli G.

Ospedale Regionale S. M. dei Battuti - Treviso, 2° Servizio di Anestesia e Rianimazione *Direzione Medica Ospedale Coordinatore Commissione di Bioetica SIAARTI **Filosofo bioeticista, Sacerdote della Diocesi di Treviso ***UO Rianimazione Ospedale di Crema, Consulta di Bioetica di Milano Università di Padova °Istituto di Clinica Psichiatrica °°Sostituto Procuratore Tribunale di Treviso °°°Direttore Sanitario ULSS 9 Regione Veneto


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La riflessione bioetica riguarda sia le persone destinatarie delle Terapie Intensive (TI) sia la natura dei trattamenti stessi. Il principio di autonomia, che si esprime nella relazione medico-paziente, si realizza attraverso l’applicazione del Consenso Informato (CI) e può trovare una sua adeguata applicazione anche nella peculiare dimensione del paziente di TI. Le terapie sostitutive di funzioni d’organo pongono la questione etica della definizione e della gestione del limite alle cure. L’appropriatezza delle TI è definibile da criteri clinici ed etici, con lo scopo di evitare cure inappropriate per eccesso. Al fine di migliorare i processi decisionali nei quali entrino in gioco questioni bioetiche, si tracciano alcuni percorsi di lavoro: applicazione del CI anche in TI, possibile ruolo delle Direttive Anticipate in TI, studi epidemiologici, formazione degli operatori.

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