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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2000 Novembre;66(11):787-91

lingua: Italiano

Il sufentanil nell’anestesia bilanciata in neurochirurgia (Studio comparativo con il fentanyl)

Cafiero T., Mastronardi P. *

Ospedale «San Rocco», Sessa Aurunca, ASL CE/2 Servizio di Anestesia e Rianimazione
*Università degli Studi «Federico II» - Napoli Dipartimento SCARE


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio è stato la valutazione degli effetti del sufentanil in confronto a quelli del fentanyl durante l’anestesia bilanciata nei pazienti che si sottoponevano ad interventi neurochirurgici.
Metodi. Disegno sperimentale: studio prospettico randomizzato. Ambiente: sala operatoria neurochirurgica di un Istituto Universitario. Pazienti: 50 pazienti, ASA I e II, con range di età compreso tra i 18 ed i 77 anni, divisi a random in due gruppi. Interventi: 25 pazienti (gruppo S) hanno ricevuto il sufentanil come bolo singolo e.v. di 0,2 µg/kg in premedicazione e boli supplementari di 0,15 µg/kg durante il mantenimento dell’anestesia mentre i rimanenti (gruppo F) hanno ricevuto il fentanyl 2,0 µg/kg in premedicazione e boli supplementari di 1,5 µg/kg. Tutti i pazienti sono stati indotti con propofol 2,5 mg/kg ed intubati previa miorisoluzione con cisatracurium 0,15 mg/kg, poi sono stati ventilati con sevoflurane e O2:N2O(1:1). Rilevamenti: la FC, la PAS, la PAD e la PAM sono state registrate a tempi prestabiliti e l’ECG, la ETCO2 e la pulsossimetria sono stati monitorizzati in continuo. Sono stati altresì valutati l’analgesia postoperatoria mediante VAS, il tempo di recupero e le concentrazioni inspiratorie dell’anestetico alogenato. L’analisi statistica è stata realizzata con l’ANOVA per misure ripetute ed il test di Bonferroni; un valore di p<0,05 è stato considerato significativo.
Risultati. Sono state registrate variazioni significative della PAM (all’IOT e ad 1 e 2 min dopo l’IOT), della FC (all’IOT) e del RPP (all’IOT e ad 1, 2 e 3 min dopo l’IOT)) nel gruppo F. Il tempo di recupero è stato più breve nel gruppo S rispetto al gruppo F e l’analgesia postoperatoria è risultata più prolungata nei gruppo S. Le concentrazioni inspiratorie di anestetico alogenato sono risultate inferiori nei pazienti trattati con sufentanil rispetto a quelli trattati con fentanyl.
Conclusioni. Nei pazienti trattati con sufentanil si è ottenuta una migliore stabilità cardiocircolatoria con riduzione delle concentrazioni di anestetico alogenato ed un parenchima cerebrale ben deteso. Il sufentanil può essere considerato una valida alternativa al fentanyl come farmaco analgesico nell’anestesia bilanciata per la neurochirurgia.

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