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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  ARTICOLI SPECIALI


Minerva Anestesiologica 2000 October;66(10):757-63

lingua: Inglese

Valutazione dello stato immunologico nel malato grave.

Payen D., Faivre V., Lukaszewicz A. C., Losser M. R.

From the Critical Care Division Department of Anesthesiology McGrill University - Montreal, Canada


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La risposta infiammatoria sistemica (SIRS) è dovuta a vari tipi di lesioni quali: infezione grave, trauma, ischemia-riperfusione e alta chirurgia inclusa la chirurgia cardiaca con bypass cardiopolmonare. Questa risposta comprende un’attivazione immunitaria e una rete complessa di citochine proinfiammatorie che possono indurre, se non controllate, una insufficienza d’organo multipla. Il monocito svolge un ruolo centrale nella risposta all’infezione con il rilascio di TNFα, IL-1β e IL-12. Inoltre, i monociti presentano gli antigeni ai linfociti T. Una presentazione ottimale dell’antigene richiede l’espressione di MHC classe II HLA-DR sulla superficie dei monociti e di molecole co-stimolanti quali CD54 sui monociti e LFA-1 sui linfociti. È sempre più evidente che la risposta proinfiammatoria è bilanciata da meccanismi antinfiammatori concomitanti che risulta nella disattivazione del monocito, caratterizzata da una diminuzione dell’espressione HLA-DR e rilascio di citochine antinfiammatorie quali IL-10. Questa risposta contro-regolatrice, se protratta o predominante, può predisporre il paziente ad un elevato rischio di infezione. Ulteriori studi sono necessari per precisare: 1) l’intensità della depressione dell’espressione della molecola di superficie che valuta la funzione del monocita, quali HLA-DR e CD54; 2) il livello del rilascio di IL-10 e IL-12 nei pazienti con sepsi grave; 3) gli effetti immuno-modulatori dei trattamenti usati frequentemente in questi pazienti con grave sepsi e nei pazienti chirurgici; 4) il decorso della guarigione; 5) se il monitoraggio di HLA-DR, CD54, IL-10 e IL-12 può predire il risultato clinico meglio dei parametri clinici.

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