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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  CASI CLINICI


Minerva Anestesiologica 2000 June;66(6)::473-8

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Rottura di cuore da trauma toracico

Siniscalchi A., Barbieri A., De Pietri L. *, Rossi R. **

Università degli Studi - Modena e Reggio Emilia Policlinico di Modena Dipartimento delle Discipline Chirurgiche e delle Emergenze I Servizio di Anestesia e Rianimazione
*Scuola di Specializzazione di Anestesia e Rianimazione
** Divisione di Cardiologia


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I traumi toracici determinano frequentemente lesioni delle strutture cardiache nei casi più gravi la progressiva degenerazione e necrosi del tessuto danneggiato esita in rottura di cuore. L’elevata mortalità che ne consegue in funzione del tamponamento cardiaco impone la sollecita esecuzione di accertamenti diagnostici volti a fornire in tempi contenuti il maggior numero di informazioni utili per realizzare provvedimenti terapeutici tempestivi. Viene descritto un caso clinico di rottura di cuore manifestatasi con la comparsa di fibrillazione atriale in un paziente giunto presso il Reparto di Rianimazione-Terapia Intensiva a seguito di incidente stradale. Il ridotto significato dell’esame obiettivo, l’aspecificità della radiografia del torace e delle alterazioni elettrocardiografiche ha sollecitato l’esecuzione di un accurato iter diagnostico. L’Ecografia Transtoracica (TTE) e Transesofagea (TEE), esami relativamente poco invasivi ed altamente specifici, non soltanto hanno consentito in tempi brevi di confermare la rottura di cuore, ma anche di focalizzare la sede della lesione consentendo un più mirato e rapido approccio chirurgico. La relativa frequenza di lesioni cardiache successive a traumi toracici chiusi, la mancanza di sintomi e segni incontrovertibili di rottura di cuore sovente tardiva e la estrema gravità delle sue conseguenze cliniche, devono sollecitare l’esecuzione di esami diagnostici specifici e sensibili che non solo siano in grado di escludere o accertare la presenza di tali lesioni, ma consentano anche controlli seriati successivi volti a diagnosticare rotture cardiache tardive.

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