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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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VENTILAZIONE MECCANICA E ANESTESIA  FREEfree


Minerva Anestesiologica 2000 May;66(5):297-306

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Positive End Expiratory Pressure in anaesthesia

Pelosi P., Caironi P., Bottino N., Gattinoni L.

Università degli Studi dell’Insubria - Varese Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche *Università degli Studi - Milano Ospedale Maggiore Policlinico - IRCCS Istituto di Anestesia e Rianimazione


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In anestesia generale la funzionalità respiratoria subisce delle modificazioni che non dipendono dalla curarizzazione o meno del paziente.
Il difetto di ossigenazione determinato da un ridotto scambio dei gas respirati, è la conseguenza che clinicamente risulta essere più importante. L’alterazione degli scambi gassosi durante l’intervento chirurgico è determinata dalla formazione di zone polmonari atelettasiche soprattutto dove il polmone è meno ventilato.
Lo studio TAC ha evidenziato come l’atelettasia si correli con il grado di shunt intrapolmonare: maggiore è il collasso alveolare e di conseguenza l’alterazione del rapporto ventilazione/perfusione, maggiori sono i problemi sulla funzione respiratoria. Nel paziente obeso questi fenomeni sono accentuati, e presenti già in condizioni fisiologiche.
Di norma l’utilizzazione di una pressione positiva di fine espirazione PEEP è una manovra che non sortisce, da sola, benefici probabilmente per un contro effetto emodinamico. Al contrario quando associata ad una manovra di reclutamento alveolare sembra avere effetti positivi sulla dinamica respiratoria.
Questa manovra dovrebbe inoltre prevenire l’insorgenza di atelettasie nel periodo postoperatorio. Nel paziente obeso già la sola PEEP migliora i volumi polmonari, la meccanica respiratoria, gli scambi gassosi e facilita il reclutamento alveolare.
Ulteriori studi occorrono per valutare l’ottimale valore di PEEP e di volumi correnti da utilizzare nei diversi tipi di pazienti.

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