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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


eTOC

 

MEDICINA PERIOPERATORIA  


Minerva Anestesiologica 2000 May;66(5):288-92

lingua: Inglese

United Kingdom national confidential enquiry into perioperative deaths

Gray A.

From the Department of Anaesthetics Norfolk and Norwich Care NHS Trust, Norwich, UK


FULL TEXT  


Questa indagine epidemiologica approntata nel 1989 nel Regno Unito, affronta le problematiche della mortalità perioperatoria sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico, revisiona la pratica clinica quando sopravviene la morte del paziente, cerca di identificare quelle che possono essere le strategie terapeutiche per migliorare la sopravvivenza e la qualità delle cure.
L’indagine viene sviluppata sulla base di questionari inviati a chirurgi e anestesisti, si basa su di un registro regionale, e arruola i casi che presentano una mortalità perioperatoria entro 30 giorni; sono state escluse le morti in ostetricia.
Dai risultati emerge che la maggiore mortalità perioperatoria è attribuita alle emergenze chirurgiche, che spesso gli interventi in urgenza sono rinviati per sale operatorie occupate da interventi in elezione ed assenza di sale operatorie preposte alla sola urgenza, che gli interventi d’ugenza sono spesso affidati alle cure di chirurghi ed anestesisti in formazione, che misure terapeutiche come monitoraggio cardiovascolare invasivo beta-bloccanti inotropi positivi e ottimizzazione del circolo con fluidi riducono mortalità e morbidità nel paziente ad alto rischio, che la presenza di unità di terapia sub-intensiva (HDU) sono spesso assenti e che le unità di terapia intensiva non hanno spazi sufficienti, che le cure del paziente operato sono spesso affidate a personale medico non sufficientemente preparato ad affrontare le problematiche specialistiche postoperatorie di uno specifico intervento.
I campi di possibili miglioramenti riguardano soprattutto le infrastrutture ospedaliere e le strategie di lavoro del chirurgo e dell’anestesista.

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