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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEWS  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2000 April;66(4):233-40

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Approccio al paziente in stato vegetativo (Parte II: la diagnosi differenziale)

Latronico N., Alongi S., Facchi E., Taricco M., Candiani A.

Università degli Studi - Brescia II Servizio di Anestesia e Rianimazione (LC, AC) Clinica Neurologica (LAV) Spedali Civili - Brescia Servizio di Neurofisiopatologia (LA) Azienda Ospedaliera «G. Salvini» Ospedale di Passirana - Rho (Milano) Unità Operativa di Riabilitazione (MT)


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La diagnosi di stato vegetativo richiede prima di tutto di escludere sindromi apparentemente simili, nelle quali tuttavia il paziente mantiene tracce o addirittura la pienezza della coscienza. Alcune sindromi non hanno di fatto un’identità nosologica e vanno pertanto dimenticate: lo stato apallico, la morte neocorticale, lo stato decerebrato e quello decorticato, l’alfa coma, il coma vigile e quello prolungato o irreversibile sono tra queste. Tre condizioni meritano invece di essere ben conosciute. La sindrome locked-in è una condizione nella quale il paziente è perfettamente cosciente, ma totalmente paralizzato e muto. È causata usualmente da lesioni ischemiche del ponte. Esistono tuttavia molte varianti sia riguardo alle cause, che alla sede anatomica della lesione. Alcuni pazienti possono essere paralizzati e muti ma coscienti a causa di polineuropatie, in assenza perciò di qualsiasi lesione del sistema nervoso centrale. Il mutismo acinetico è una rara condizione in cui il paziente è muto, ha una riduzione dei movimenti corporei, ma mantiene la coscienza seppure ridotta. Inoltre stimoli dolorosi evocano risposte motorie riflesse di evitamento. Va sottolineato che tale condizione può essere causata da lesioni potenzialmente reversibili, come l’idrocefalo e il craniofaringioma. Il termine «minimamente responsivo» o «minimamente cosciente» descrive pazienti gravemente disabili nei quali un comportamento cosciente è presente, ma in maniera incostante. Tale condizione, la vera sfida diagnostica, rappresenta spesso una fase di transizione del paziente vegetativo che riprende la coscienza. Medici, fisioterapisti e famigliari devono lavorare insieme per raggiungere una diagnosi corretta, con le modalità e gli strumenti attualmente disponibili per monitorizzare il processo di recupero della coscienza.

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