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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA


Minerva Anestesiologica 2000 April;66(4):217-23

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Resistenze vascolari sistemiche e polmonari nella morte cerebrale

Gravame V., Cardillo M. *, Paganoni G., Bonomi A., Candiani A. **, Chiaranda M. ***, Scalamogna M. ****, Taioli E. *****

Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedali Riuniti - Bergamo
*Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti IRCCS Ospedale Maggiore - Milano
**II Servizio di Anestesia e Rianimazione Spedali Civili - Brescia
***Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale - Varese
****Servizio per il Prelievo e la Conservazione di Organi e Tessuti IRCCS Ospedale Maggiore - Milano
*****Laboratorio di Epidemiologia IRCCS Ospedale Maggiore - Milano


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Obiettivo. È dimostrato che la condizione di morte cerebrale si accompagna ad instabilità emodinamica, che può comportare, se non adeguatamente controllata, danni anche severi agli organi trapiantabili. Scopo dello studio è stato quello di determinare l’assetto emodinamico in soggetti in morte cerebrale, le variazioni di tale assetto nel periodo legale di osservazione, e l’effetto dei provvedimenti terapeutici.
Metodi. Su 28 pazienti adulti consecutivi in condizioni di morte cerebrale sono stati rilevati 10 parametri emodinamici mediante metodica di termodiluizione con il catetere di Swann-Ganz. Tutti i soggetti erano in trattamento rianimatorio, in ventilazione controllata, e con infusione di liquidi medicati e/o dopamina, e tutti erano monitorati anche mediante pressione arteriosa cruenta. Le misurazioni sono state effettuate dal Collegio Medico all’inizio (T0) e alla fine (T6) del periodo di osservazione della durata di 6 ore (Legge N. 578/93).
Risultati. È stata riscontrata una condizione di basse resistenze vascolari sistemiche e polmonari nella maggioranza dei soggetti (75%), sia in corso di trattamento con soli liquidi sia con l’aggiunta di dopamina (a dosaggio non superiore a 10 µg/Kg/min). La riduzione delle resistenze vascolari è rimasta invariata nei due tempi di rilevazione (T0 e T6).
Conclusioni. Il riscontro della riduzione delle resistenze vascolari è da collegare alla distruzione dei centri vasomotori e la conseguente ipotensione è ascrivibile ad amputazione simpatica. L’instabilità pressoria nel soggetto in morte cerebrale deve essere corretta con liquidi e inotropi, che però possono creare problemi cardiaci e respiratori, per questo si suggerisce l’utilizzo anche di modiche dosi di vasocostrittori, sempre se le condizioni cardiache rilevate clinicamente e con il laboratorio lo permettono.

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