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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
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Minerva Anestesiologica 2000 April;66(4):201-6

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lingua: Italiano

L’anestesia locoregionale nella chirurgia dell’ernia inguinale

Tani F., Coratti A., De Martino A., Criscuolo S., Pede O., Testi W., Belcastro M., Ranalli M., Lucenti Fei A., Caloni C., Coratti G., Mancini S.

Università degli Studi - Siena Istituto di Chirurgia Generale e Specialità Chirurgiche, *Istituto di Anestesia e Rianimazione


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Obiettivo. Attualmente è opinione comune che l’anestesia locoregionale (ALR) rivesta un ruolo primario nella chirurgia dell’ernia e di altre patologie inguinali. Nel presente articolo descriviamo la nostra metodica di ALR per la chirurgia dell’ernia inguinale: blocco dei nervi ileoipogastrico, ileoinguinale e genitofemorale e infiltrazione lungo la linea di incisione.
Metodi. Dal gennaio 1998 all’aprile 1999 abbiamo raccolto 95 pazienti operati per ernia inguinale in ALR, di cui 77 in elezione (81%) e 18 in urgenza (19%): 2 casi avevano un ernia bilaterale (97 ALR totali).
Risultati. L’ALR ha avuto un successo incompleto, tale da richiedere l’associazione di un farmaco ipnotico («blended anesthesia»: propofol o midazolam), solo in 8 pazienti (8,4%): non abbiamo avuto casi di conversione ad anestesia generale. Complicanze riferibili alle infiltrazioni per l’ALR si sono verificate in 8 casi su 97 (8,2%), ma nessuno ha richiesto un reintervento: 6 ematomi inguinoscrotali, 1 ematoma del grande labbro, 1 ematocele.
Conclusioni. In conclusione riteniamo che l’ALR sia la metodica elettiva nella chirurgia dell’ernia e di altre patologie inguinali, associando alta percentuale di successo, basso rischio di complicanze e precoce dimissione: ciò si traduce in una più facile gestione del paziente e in un notevole abbattimento dei costi sanitari. Altro ruolo importante è rappresentato dall’associazione dell’ALR con ipnotici a rapida metabolizzazione, che permette di evitare in molti casi l’anestesia generale e consente un rapido recupero psicofisico del paziente.

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