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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  EDITORIALE


Minerva Anestesiologica 2000 April;66(4):173-5

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Lo stato vegetativo (Una guida pratica alla diagnosi ed al management)

Martinelli G.

Policlinico S. Orsola Malpighi - Bologna Istituto di Anestesia e Rianimazione


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Lo stato vegetativo (SV) è una condizione clinica in cui i pazienti hanno perso sia il contenuto della coscienza che lo stato di veglia. Benchè la diagnosi sembri semplice, i fatti dimostrano il contrario. Esistono infatti prove inoppugnabili che i medici non sono in grado di diagnosticare lo SV in maniera affidabile.
In questa serie di 3 articoli, un gruppo di lavoro multidisciplinare di clinici Italiani propone alcune soluzioni per una diagnosi corretta. La coscienza, il coma e lo SV vengono definiti in modo chiaro ed al lettore vengono suggeriti metodi semplici per raggiungere l’obiettivo. La diagnosi differenziale include la sindrome locked-in, il mutismo acinetico e lo stato di “minimamente cosciente”. Quest’ultimo è una diagnosi difficile da raggiungere e merita l’attenzione particolare del lettore.
Nell’ultima parte gli autori affrontano il delicato argomento di quando e come lo SV si possa definire permanente. Viene presentato il razionale all’uso della risonanza magnetica nei traumi cranici e dei potenziali evocati nei post-anossici; una flow-chart razionalizza il processo della predizione dell’outcome. Vengono anche presentati programmi di riabilitazione ad hoc per facilitare il continuum del trattamento dalla fase acuta a quella post-acuta.
Da ultimo gli autori propongono il problema se valga la pena o meno il trattamento di pazienti con gradi così estremi di disabilità. Non vengono fornite risposte definitive al riguardo. Né poteva essere altrimenti. I medici non possono essere gli unici giudici quando si deve stabilire che vita valga la pena vivere.

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