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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Anestesiologica 2000 Gennaio-Febbraio;66(1-2):73-8

lingua: Italiano

Il Codice di Deontologia Medica e le questioni etiche di fine vita (Un contributo alla chiarezza da parte degli Anestesisti-Rianimatori)

Orsi L., Mazzon D. *

U. O. Rianimazione; Comitato Etico Azienda Ospedaliera; Ospedale Maggiore di Crema Consulta di Bioetica di Milano
*II Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale Regionale Ca’ Foncello, Treviso; Comitato di Bioetica Azienda ULSS 9, Regione Veneto


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Il Codice di Deontologia Medica (CDM) affronta il tema delle questioni etiche relative alla fine della vita, che spesso vedono l’Anestesista-Rianimatore coinvolto in decisioni che riguardano pazienti affetti da patologie giunte allo stato terminale, nell’Art. 14: Accanimento diagnostico-terapeutico del capo IV (Accertamenti diagnostico-terapeutici) e nell’Art. 37: Assistenza al malato inguaribile del capo V (Assistenza ai malati inguaribili). In particolare, l’Art. 37, nella sua formulazione originaria, ha suscitato un’immediata reazione di dissenso fra Anestesisti-Rianimatori e Bioeticisti, firmatari di una lettera alla Commissione Permanente per la Revisione del Codice Deontologico in cui si chiedeva la revisione dell’Art. 37 e se ne proponeva una riformulazione. In questo articolo vengono riportate le argomentazioni che supportavano tale richiesta e la sua sostanziale accettazione da parte della Commissione, come risulta dalle modifiche apportate agli Art. 37 e 38 del CDM e dai chiarimenti forniti nel Commentario al CDM approvato il 1/9/99. Tali modifiche correggono una norma deontologica che, nella sua formulazione originaria, appariva contraddittoria ed inapplicabile nel caso dei pazienti terminali. Questa vicenda mostra con chiarezza che la rilevanza delle questioni bioetiche che si pongono agli Anestesisti-Rianimatori rendono quanto mai opportune una riflessione su tali temi all’interno della nostra professione ed una fattiva partecipazione al più generale dibattito sugli aspetti etici e deontologici della professione medica.

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